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quote 2019-01-15 20:52
«Tu… puoi avere… figli?» chiese in un sussurro.
Le mie mani si mossero da sole, posandosi sul mio ventre, spezzandogli il respiro.
«Qui sta crescendo tuo figlio.»
Rimase immobile come una statua, senza dire una parola, per un tempo così lungo che temetti non fosse felice della notizia.
Poi due grosse lacrime gli scivolarono lungo le guance. Si lasciò cadere in ginocchio e posò la mano sulle mie.
«Un figlio.»
Sembrava felice e sconvolto allo stesso tempo. Mi prese per il polso e mi tirò verso il basso, facendomi sedere a terra, in mezzo alle sue gambe divaricate.
Mi rubò la bocca in un bacio famelico e passionale, con il quale fece sparire la sofferenza della nostra separazione, lasciandomi senza fiato.
«Avremo un bambino» sussurrò sorridendo, prima di urlarlo così forte da trapanarmi le orecchie.
In un soffio finii disteso sul prato, con il suo corpo spalmato sopra e le sue labbra incollate alle mie.
Si scostò per mordermi la spalla, in prossimità del marchio, come se volesse ribadire il concetto
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quote 2019-01-15 20:52
«Fermi lì! È delicato, quindi stategli lontano!»
«Non sono delicato!» protestai, irritato dal suo comportamento iperprotettivo.
«Aspetti un bambino, piccolo, non devi fare sforzi» mi redarguì lui.
«Aspetta un bambino?» sbottarono insieme gli altri quattro lupi.
Il mio alpha gli spiegò ogni cosa. «… perciò non toccatelo, non stategli troppo vicino e non parlate di cose che potrebbero causargli stress, ansia o preoccupazione, o ve la vedrete con me» li minacciò. «Porta in grembo mio figlio.»
«Prima di tutto è nostro figlio,» precisai, iniziando ad arrabbiarmi, «e, secondo, l’unico che mi sta facendo stressare sei tu! Non puoi mettermi sotto una campana di vetro!»
«Ma, piccolo, voglio solo proteggervi» mormorò sconsolato, guardandomi il ventre. «È più forte di me.»
Sospirai. «Sarò anche incinto, Sebastian, ma sono forte e sono un omega» affermai per la prima volta con orgoglio. «Quindi, se non vuoi passare le notti a dormire da solo, sarà meglio che cambi il tuo atteggiamento.»
La mia minaccia lo fece trasalire. «Ok» bofonchiò, per nulla contento.
«Come siete carini» cinguettò Jude con un sorriso. «Non vi sembrano già sposati, ragazzi?» chiese agli altri.
«Oh, sì» ci presero in giro bonariamente.
Sebastian mi rivolse un sorriso divertito e mi avvolse le spalle con un braccio.
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quote 2019-01-15 20:52
«Sei il mio fidanzato. Nessuno oserà toccarti» dichiarò l’alpha, fermandosi in mezzo all’atrio.
Mi afferrò il mento tra le dita e mi baciò, facendomi balzare il cuore in gola. La sua lingua mi fece dischiudere le labbra ed entrò con irruenza, pretendendo tutta la mia attenzione.
Non diedi più peso ai mormorii di sottofondo e alle esclamazioni di sorpresa, non mi importò più di nulla se non di ricambiare la passione del mio compagno.
Allacciai le mani dietro il suo collo e inclinai la testa, permettendogli di approfondire il bacio, di prendere tutto ciò che desiderava e di sentire il mio amore tramite quell’intimo contatto.
«State dando spettacolo» borbottò Jude, riportandoci al presente.
Sebastian si staccò controvoglia e mi strinse contro il suo torace. «E, d’ora in poi, lo faremo molto spesso» ribatté, facendomi l’occhiolino
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quote 2019-01-15 20:52
«Non partire» mi supplicò.
«E staremo insieme? Sempre e comunque?»
Potevo sembrare egoista e pretendere troppo, ma avevo sofferto così a lungo che non avrei potuto sopportare altro dolore.
Volevo certezze.
Annuì, mentre le sue guance diventavano di uno sgargiante rosso rubino. «Puoi marchiarmi… se lo desideri ancora» sussurrò.
Il solo pensiero di poterlo fare mi provocò un brivido caldo lungo la schiena, che terminò il suo viaggio nell’inguine, incendiando i miei lombi.
Marchiarlo.
Il mio lupo interiore ululò dalla felicità e il cuore sembrò tornare in vita di colpo, dopo tanto tempo che si era limitato solo a pulsare in modo meccanico.
«Cazzo, sì» ringhiai, correndo da lui e stringendolo tra le braccia. «Mio» sussurrai contro i suoi capelli, ispirandone l’odore.
Lo sentii tremare e ricambiare il mio abbraccio con disperazione.
«Mi sei mancato così tanto…» La sua voce era spezzata dai singhiozzi e il viso nascosto nell’incavo del mio collo. «Ti chiedo scusa.»
«Va tutto bene, bellissimo» lo rassicurai.
Gli presi il mento tra due dita e gli feci alzare il volto. Le sue iridi erano liquide ed emozionate.
«Ti amo» dissi, prima di baciarlo.
Assaporare di nuovo la sua bocca fu come tornare a casa dopo anni di lontananza. Divino
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quote 2019-01-15 20:51
«Ti ricordi la prima volta che ci siamo incontrati?»
Come avrei mai potuto dimenticarla?
«Tu eri seduto in biblioteca a studiare. Un raggio di sole filtrava dalla finestra e ti illuminava i capelli, facendoli sembrare tanti fili dorati.»
Sussultai quando la sua lingua raccolse le mie lacrime, facendone cadere altre per l’emozione.
«Quando ti ho rivolto la parola sei diventato così rosso che avrei voluto mangiarti all’istante» affermò, prima di mordermi il collo.
Mi sfuggì un gemito osceno e subito mi coprii la bocca con una mano.
«Avrei voluto spingerti su quel tavolo e scoparti senza pietà.»
I suoi denti colpirono ancora, scendendo sulla clavicola.
«Trattenermi è stato così difficile» ringhiò, ricercando i miei occhi.
«Ti ho fatto soffrire e… mi dispiace» ammise, diventando improvvisamente impacciato, incerto. «Credevo saresti stato meglio senza di me, credevo di non essere un degno compagno, ma…» Si umettò le labbra, lasciandomi col fiato sospeso. «Mi sento morto quando non ci sei.»
Il mio pianto divenne incontrollato. Davvero mi stava dicendo quello che avevo tanto sperato e sognato?
Oscar deglutì a fatica. «Potrei rivelarmi il peggiore dei fidanzati…» sospirò, prima di trovare il coraggio di continuare, «ma voglio provarci. Voglio impegnarmi! Per te.»
«S-stai dicendo…» singhiozzai, bloccando a metà la frase per il timore che tutto potesse dissolversi nel nulla come una bolla di sapone.
«Vuoi essere il mio compagno?»
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