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review 2015-03-23 17:53
Vorrei leggere la traduzione in inglese scritta da Singer stesso
La famiglia Karnowski (Biblioteca Adelphi) (Italian Edition) - I.J. Singer,A. L. Callow

Singer emigrò in America nel ’34.
Fra il ’39 e il ’45 circa 6milioni di ebrei vennero sterminati. “La famiglia Karnowski” uscì nel 1943.
Mi chiedo se l’autore abbia scritto questo romanzo rimanendo volutamente a un passo dalla bocca dell’inferno o se certe notizie non giungevano fin là. Perché di quello che segnerà il mondo come una delle peggiori pagine della Storia non si accenna. Rimane solo un alito, un odore acre ancora lontano, con l’ombra pesante della tragedia lì, in tutta la sua gravità.
Quella di Singer è la storia di tre generazioni. Tre uomini. David, Georg, Jegor.
David Karnowski. All’inizio del ‘900 abbandona la Polonia, si stabilisce a Berlino con la moglie Lea.
Georg. Crescerà con l’insegnamento del padre «sempre l'aurea via di mezzo, ebreo fra gli ebrei e tedesco fra i tedeschi». Diverrà medico ricco e famoso, sposerà Teresa, cristiana e tedesca.
Jegor. La sofferenza d’essere ebreo e tedesco. Un essere a metà. Condizione che causerà sofferenze, ribellioni, sconfitte.
Storia di un’assimilazione che di fatto non c’è.
Attorno, una rosa di altri personaggi, secondari ma non meno interessanti.
Singer racconta le persone più che i luoghi, il vivere quotidiano più che la Storia.

 

Vorrei leggere “La famiglia Karnowski” in inglese nella traduzione dello stesso Singer, perché la versione italiana mi ha lasciata alquanto perplessa. Man mano che la lettura procede, perde di mordente, si presentano errori fastidiosi, si ha l’impressione di trovarsi di fronte a qualcosa di “abbreviato”. Non so.
Forse sono io che mi irrito facilmente, però…
” Nonostante abiti su strada…”
“Spesso la domenica si sente anche suonare la tromba: è un soldato in pensione, ex membro della banda militare, che strimpella una marcia.”
(strimpellare si usa riferito esclusivamente ai cordofoni)
”…non aveva mai approvato molto né il suo piattino per gli onorari, né il suo regime erbivoro...”(fosse fra virgolette “regime erbivoro” capirei il senso ironico, così no)
“Scovarono anche una bettola vegetariana…”
“«Se mia nonna avesse le ruote sarebbe una carriola» ribatté ironico Mr Levy. La classe, che in caso di polemica in genere spalleggiava lo studente e non il professore, questa volta era dalla parte di Mr Levy…”

 

Ho anche qualche perplessità legata alla Storia. Mi chiedo per esempio se davvero agli ebrei fosse concesso di espatriare a condizione che giurassero di non parlare contro il regime. Sapevo di tasse, visti e altro che dovevano pagare, sapevo che gli era impedito di portare tutto il denaro con sé, ma non ho mai letto che dovessero giurare di non esprimersi contro la Germania. Se qualcuno ha notizie in merito sarei grata se me le fornisse.

 

P.S. Mi sto ancora chiedendo perché diavolo continui a ridere quell’oca ridens di Lotte.

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review 2014-04-16 12:16
Mine-haha, Frank Wedekind. Recensione
Mine-Haha ovvero Dell'educazione fisica delle fanciulle - Frank Wedekind
Quello di Wedekind fa parte dei romanzi finiti nelle mia libreria a causa di un film. Un film visto tardi, per caso e tanti anni fa. 
Un film dal titolo misterioso, affascinante e, per qualche oscuro aspetto, inquietante: L'educazione fisica delle fanciulle di John Irvin
A distanza di tempo, leggendo il romanzo, mi sono resa conto delle inevitabili discrepanze tra questa opera e la sua trasposizione cinematografica. Differenze, che, per alcuni aspetti, mi hanno permesso di capire meglio cosa stavo leggendo.
 
Cosa è Mine-Haha?
Come il titolo che sta impresso sulla copertina, il romanzo di Frank Wedekind è un piccolo mistero. Potete immaginarlo come l'alta (eppure quasi invisibile) recinzione che percorre tutto il gigantesco parco in cui circa duecentodieci fanciulle vengono educate nel corso di sette anni. 
Educazione, qui, che non ha nulla a che vedere con una preparazione scolastica.
Le ragazze, infatti, vengono preparate "fisicamente", cioè addestrate nella danza e nella musica e la loro vita si svolge come una lenta e ordinata staffetta, per cui le più grandi si occupano delle più piccole che, a loro volta, una volta cresciute, si occuperanno delle nuove arrivate.
 
Qual è lo scopo di questa educazione?
Wedekind non lo dice, non del tutto, almeno. 
Sappiamo solo che le ragazze più grandi, una volta diventate responsabili di una casa, ogni sera si recano al Teatro, una struttura circolare il cui accesso avviene mediante un treno sotterraneo. E nel teatro avvengono rappresentazioni che hanno una leggera sfumatura erotica, fatta di abiti semitrasparenti e di esercizi ginnici.
 
Oltre alle ragazze che restano nel parco sette anni, ci sono "le prescelte". Di loro sappiamo solo come avviene la selezione, e le vediamo scomparire misteriosamente dal racconto e dalla memoria delle altre ragazze, appena questa avviene.
Mentre quelle che rimangono, una volta raggiunta la pubertà (anche qui, Wedekind non parla mai esplicitamente, ma attraverso le sensazioni della protagonista, voce narrante del breve romanzo), vengono fatte uscire dal parco (di cui abbiamo solo una sommaria descrizione) e condotte, tra due ali di folla festante, nel Campidoglio. Per quale motivo? Non lo sappiamo, perché arrivati a questo punto, il romanzo si interrompe.
 
Mine-Haha è un romanzo onirico e con caratteristiche proprie di una distopia. Il grande parco recintato, da cui è severamente vietato tentare di evadere, pena la reclusione a vita (come avviene alle sfortunate e orribile serve della casa in cui si trova Hidalla, la voce narrante) rappresenta, infatti, tutto il mondo conosciuto dalle ragazze che vi sono rinchiuse. 
Arrivate nel parco da piccolissime (probabilmente depositate già in fasce), arrivate ad una certa età vengono separate dai compagni maschi, con cui hanno condiviso una parte dell'infanzia in una casa che è, a tutti gli effetti, un orfanotrofio. 
La cerimonia di passaggio in una delle "case di formazione" è particolare e ricorda l'evoluzione di una farfalla (o la cerimonia di "morte in vita" descritta da Verga in Storia di una capinera): chiuse in una cesta, vengono portate via e fatte uscire in una casa completamente nuova, lavate e rivestite.
Per sette anni non avranno contatto con altri che con le proprie compagne: la loro vita è scandita dagli esercizi fisici e musicali, arrivando perfino a dubitare che vi siano le stelle nel mondo esterno. 
 
La descrizione degli ambienti è la parte più bella del romanzo: si ha l'impressione fisica di attraversare i giardini e immergersi nelle acque fredde del ruscello. Le immagini descritte da Wedekind hanno la forza visiva di piccoli quadri a olio, dove la luce si riflette sulle foglioline appena spuntate da un albero in fiore.
 
E questo, che rende bella la lettura di Mine-haha: lettura della storia di una vita che per quattordici anni ha vissuto come immersa nella foschia del sogno.
 
In appendice si trova un interessante saggio di Roberto Calasso, che aiuta a capire meglio l'intero romanzo.
Source: letturepericolose.blogspot.it/2014/04/mine-haha-frank-wedekind.html#more
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review SPOILER ALERT! 2014-04-12 15:52
Un mondo sinistro - Vladimir Nabokov
Un mondo sinistro - Vladimir Nabokov,Franca Pece
Iniziamo col dire che Un mondo sinistro non è un romanzo semplice. Non è un romanzo facile da leggere e da interpretare perché Nabokov usa volutamente uno stile confusionario (si passa dalla terza alla seconda alla prima persona) abbinato a un linguaggio che cambia in continuazione (tedesco; un idioma inventato; francese; italiano [in originale]) e contorsioni lessicali, per completare tutto con ampi brani di pseudo-filosofia, pseudo-critica letteraria e pseudo-scienza politica.
Quindi, metterei un ATTENZIONE a lettere cubitali: se state per avvicinarvi a questo romanzo, sappiate che potreste abbandonarlo dopo poche righe
 
Perché, allora, leggerlo? 
Perché Un mondo sinistro è una distopia contemporanea a 1984 di Orwell (<3), autore che Nabokov disprezzava apertamente. Perché Nabokov appartiene a quella cerchia di russi fuoriusciti che vissero per anni in America; perché, rispetto a tentativi recenti di satira politico/distopica, questo romanzo è scritto con nessun intento se non quello di raccontare, con un linguaggio studiatamente grottesco (nei contenuti e nella forma), l'esordio grottesco di un regime dittatoriale e le sue grottesche conseguenze. *la ripetizione di "grottesco" è voluta, né XD*
 
Ma prima di tutto, e sotto tutte le cinconvoluzioni lessicali, Un mondo sinistro è la storia di un uomo e di suo figlio. Un uomo, Adam Krug, da poco vedovo, che si trova, in poche settimane, a dover affrontare oltre alla vedovanza (e al pudore che gli impedisce di dire al figlio di otto anni che la mamma è morta) l'ecatombe di amici che il regime ekwilista sta facendo attorno a lui. 
 
Quindi, il romanzo è principalmente la storia di Adam Krug che l'autore tratta spesso da personaggio, intervenendo spesso con sue intrusioni (sue=di Nabokov) e forzando il suo ruolo di deus ex-machina quando le cose per il suo protagonista si fanno atrocemente dolorose.
 
Un mondo sinistro è, per certi aspetti, un romanzo teatrale, che rispecchia tratti della commedia di Shakespeare (con il personaggio che si rivolge al pubblico, riportando lo spettatore alla realtà della finzione cui sta assistendo). Ed è un romanzo in cui il palcoscenico è rappresentato dallo Stato, in cui Krug vive.Così, mentre la moglie di Krug muore in un letto d'ospedale, all'esterno da quella struttura, lo Stato viene travolto da una rivoluzione e dall'insediamento di un regime che ha come obiettivo quello di rendere tutti uguali.Uguaglianza, quella del nuovo Stato in cui si sposta il fresco vedovo Adam Krug, che non è quella sociale o economica, ma mentale e spirituale.
L'ekwilismo del dittatore Paduk (ex compagno di scuola di Krug e vittima del bullismo dei ragazzi durante l'adolescenza), infatti,propugna l'uguaglianza di carattere e di educazione, in modo che nessuno sia migliore di un altro: in pratica l'obiettivo dell'ekwilismo è l'omologazione caratteriale e mentale dei cittadini.
 
Non la trovate una distopia agghiacciante? 
 
E Krug che ruolo ha in questa storia? 
Da sempre estraneo a ogni gruppo, Krug rifiuta di partecipare alla nuova vita che lo Stato ekwilista gli ha assegnato (il rettorato dell'università che verrà riadattata a istituto di alfabetizzazione, più o meno). Solo quando viene arrestato e costretto alla separazione dal figlio, solo allora Krug sarà disposto a capitolare, mosso non dalla paura per se stesso ma dall'amore e dalla volontà di protezione del piccolo Arvid, suo figlio.
 
---ATTENZIONE SPOILER---
Ma ecco che, per l'inettitudine di coloro che sono stati incaricati dell'arresto, il figlio di Krug, Arvid, viene prima smarrito e poi assegnato a un istituto per il recupero di criminali particolarmente violenti.In un tripudio si esecuzioni sommarie e immediate, per compensare al madornale errore compiuto, il romanzo si conclude con la pazzia di Krug e un'ultima dichiarazione dell'autore che cala, alzandosi dalla scrivania su cui posano le pagine del manoscritto, il suo sipario.
(spoiler show)
---SPOILER FINE---
 
Bonus Track: Tra le parti interessanti, troviamo anche una piccola traccia di Lolita nel romanzo; una parte della Lolita che Nabokov scriverà qualche anno dopo. E anche Krug, a leggerne certi passi, ha alcune caratteristiche che ritroveremo nel prof Humbert Humbert.
 
Come sempre, nonostante alcune difficoltà, è un romanzo che consiglio, soprattutto se, come la sottoscritta, siete appassionati di distopie :)
 
 

 

Source: letturepericolose.blogspot.it/2014/03/un-mondo-sinistro-vladimir-nabokov.html
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