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quote 2016-10-23 20:09
“Perché lo fai, Bruto? Perché rischiare così tanto per lui?”

“Lo amo.”

Per la sorpresa di Bruto, il Principe Aldfrid non si mostrò arrabbiato. Anzi, fece un piccolo sorriso triste. “Bene. Voglio dire, nonostante tutto sono contento che abbia almeno questo. Dei, era… era speciale.”

“Lo è ancora,” rispose Bruto in tono piatto
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quote 2016-10-23 20:07
“Cosa siete l’uno per l’altro?”
Aric esitò per un momento, incerto su cosa rispondere, e Gray intervenne. “Lo amo,” disse semplicemente, in tono fiero.
Le sopracciglia cespugliose del signor Noft si alzarono. “Tu ami… questo? È perché sei cieco e non sai com’è, forse.”
Aric arrossì di rabbia e vergogna e strinse i denti. Si era ormai abituato a essere accettato dal personale del palazzo e si era quasi dimenticato quanto bruciasse la derisione. Ma Gray si accigliò e fece un passo verso il primo ufficiale, le mani strette a pugno lungo i fianchi. “So esattamente com’è, stronzo, ed è per questo che lo amo.”
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quote 2016-10-23 20:06
“Sono qui perché ti amo!” urlò Aric, prima di mordersi la lingua. Dei, non era qualcosa che voleva dire a voce alta.
Gray si era immobilizzato. “C-co-cosa?”
“Niente.”
Gray coprì i pochi passi di distanza che li separavano e gli piantò un lungo dito nelle costole. “Non era n-niente.”
Se fosse stato Aric a essere afflitto da balbuzie, questa condizione lo avrebbe già salvato molte volte. Invece, soffriva del problema opposto: una lingua molto più veloce del cervello. “Fai finta che non abbia detto nulla,” implorò.
“Fare cosa?” chiese Gray. Si avvicinò ancora di più, facendo in modo che il suo petto arrivasse quasi a toccare quello di Aric. Se quest’ultimo fosse stato un po’ più basso, si sarebbero trovati naso contro naso. Ma Gray aveva la testa inclinata all’indietro, e anche se non aveva occhi, sembrava che stesse guardando Aric, che stesse guardando proprio dentro di lui.
“Per favore, non farlo,” sussurrò Aric.
“Non devo fare cosa?” Gray tese una mano e la pose sulla guancia di Aric. “N-non devo dirti che il m-mio cuore batte per te? Non devo dirti che la mia a… anima canta per te? Non devo dirti che sei la mia speranza, la mia v-vita, il centro del mio fottuto universo?”
Aric cercò di trovare una risposta adatta, ma la sua lingua traditrice si rifiutava adesso di collaborare.
“Ti amo, idiota,” disse Gray
“Ma… io sono…”
“Non azzardarti a dire c-che sei stupido o che n-non vali niente. Non osare! S-sei un gigante perché un corpo normale sarebbe troppo piccolo per quello che sei.
“Sono il tuo carceriere!”
“N-nessuno può togliere queste catene. Ma hai li… liberato il mio cuore”
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quote 2016-10-23 20:04
“Era ferito gravemente. Ma non sono un eroe. Ho visto qualcosa che doveva essere fatta, e l’ho fatta.”
Con una leggera risata, Gray gli strinse il ginocchio. “È… è quello che fa-fanno gli eroi, Aric.”
“Ma non sono…”
“Mi… mi hai salvato.”
Aric scosse la testa, tirando leggermente la catena che assicurava il collo di Gray al pavimento. “Sei ancora prigioniero.”
“Mi hai salvato,” ripeté in tono fermo Gray, rivolto ad Aric. E poi lo baciò.
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quote 2016-10-23 20:03
Bruto non si allontanò, e per diversi minuti rimasero entrambi lì in piedi, mano nella mano, il respiro che risuonava contro le pareti della cella. Bruto non fu neanche particolarmente sorpreso quando Gray chinò la testa e, evitando la mano insaponata, premette le labbra sul suo grosso avambraccio. “Gra…zie, Bruto.”
“Non è il mio nome.” Chiaramente non era padrone della propria lingua.
Ma Gray si limitò ad alzare la testa. “Come?”
“Bruto. Mi chiamano così. Mi chiamano tutti così da quando… da quando ero un bambino. Ma non è il mio vero nome.” A volte se lo dimenticava. Pensava a se stesso come a Bruto, e l’ultima persona a chiamarlo con il suo vero nome era stata sua madre, subito prima di morire. Lo aveva abbracciato e baciato sulla testa, e lo aveva chiamato ‘bravo ragazzo’, prima di avvelenarsi.
“Co-co… come ti chiami?” la voce di Gray era calma.
“Aric. Sono Aric.”
Gray sorrise. “Ciao, Aric.”
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