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review 2017-08-06 17:31
Sogno di una notte - Nykyo .

Dopo aver finito la lettura posso dire che mi ritrovo di fronte un libro che per forza di cose ti spinge a schierarti, non credo infatti una persona possa leggerlo e dire "Si, mi è abbastanza piaciuto" oppure "Non mi è piaciuto molto, è così così" sono convinta di trovarmi di fronte il classico libro che o si ama alla follia o si odia e nel mio caso.... è stato ODIO profondo. Ho deciso di iniziarlo con grandi speranze e aspettative, chi mi conosce ormai sa della mia passione malsana e a tratti perversa/inquietante per il pattinaggio artistico. Non sono una di quelle che conosce ogni singola regola o pattinatore esistente al mondo, non mi ritengo affatto esperta, anzi, l'esatto contrario, eppure il pattinaggio mi affascina, è come una magia, mi fermo a sbavare e guardare con gli occhi a cuoricino i pattinatori (uomini o donne, poco importa), a emozionarmi e immedesimarmi completamente nelle loro esibizioni mozzafiato, a fangirleggiare e fare il tifo neanche fosse una finale di Champions di conseguenza trovare romanzi che parlano del pattinaggio e sono anche degli M/M, il mio genere preferito, è sempre un colpo al cuore, sono pochissimi e ogni singolo titolo è prezioso tanto che ho sempre il timore di iniziarlo per paura di perdere la magia o di rimanere così stregata da mettermi a fare una maratona e leggere così tutti i libri sull'argomento della mia Tbr ritrovandomi in seguito a piangere come una fontana per aver finito la mia scorta personale. Per questo motivo iniziare questo libro così strano e curioso mi aveva caricato di aspettative e positività... che sono state entrambe azzerate a pagina due!
"Sogno di una notte" riprende le atmosfere Shakespeariane dell'opera "Sogno di una notte di mezza estate" e già qui sento l'eco lontano "Ma Giada, a te piace? Non è che il libro non ti è piaciuto solo perché non ami l'opera originale a cui è ispirato?" Bene... devo fare la premessa, io di Shakespeare a parte Romeo e Giulietta non ricordo un tubo. Ho per forza di cose dovuto leggere praticamente ogni sua opera in lingua e questo perché la mia simpaticissima professoressa era una fangirl dell'autore e ha imposto alle sue vittime sacrifical... ehm... studenti le letture con tanto di interrogazioni e test... "Sogno di una notte di mezza estate" l'ho quindi letto secoli fa e posso dire di non ricordarmi un h, se non il nome Puck (che da bimba mi faceva venire in mente il codice Puk della sim del cellulare), non ho mai pensato di rileggere il tutto visto il trauma subito e l'interrogazione che avevo dovuto fare con tanto di febbre e visioni celestiali alla Fantozzi, di conseguenza non posso fare una recensione da bibliofila nerd ed elencare i mille motivi per cui Nykyo è stata bravissima, levissima e bellissima a ricreare le magiche atmosfere perché non le ricordo, sono in ogni caso convinta che un libro per essere apprezzato non debba richiedere una laurea e anche se non si ricorda l'opera a cui è ispirato si dovrebbe apprezzare ugualmente, cogliendo meno riferimenti ma almeno apprezzare ed è questo che a me è mancato completamente.
Mi sono ritrovata annoiatissima e soprattutto irritata. Cosa mi ha irritato? Ma ovviamente il protagonista... il santo Il’ya, tralasciando lo scioglilingua perché chiamarlo Vladimir, Viktor, Yuri o usare nomi pronunciabili da esseri viventi era troppo mainstream, quest'uomo mi ha fatto venire un'ulcera da pagina due. Perché ha passato capitoli interi a LAMENTARSI! Avete mai avuto a che fare con il classico amico che esce con voi perché deve farlo e non ha le palle per dire no e per tutta risposta si vendica e si lamenta di qualsiasi cosa? La macchina è troppo calda, il locale è troppo pieno, la luce è troppo luminosa, la gente respira troppo, ai miei tempi non c'era Facebook e si usavano le carrozze?? Ecco... Il’ya è così, giusto un filino più irritante, nel giro di 2-3 capitoli si lamenta di qualsiasi cosa "Sono dovuto uscire per forza, Viktor mi vuole presentare per forza qualcuno, che brutto devo andare a fare le foto a un gala di pattinaggio e lo odio, l'hockey è meglio, che schifo il pattinaggio, che schifo la mia vita" e bla bla bla... era da... secoli che non mi capitava di desiderare la morte del protagonista o anche solo di spegnere l'ebook reader, era davvero da tanto tempo! E questa cosa non è bella!! Come se non bastassero i deliri da lamentosa tredicenne viziata ci si mettono i deliri da tredicenne in calore perché ovviamente il nostro tizio rimarrà subito affascinato da quello che sicuramente sarà il suo futuro marito (nonostante il finale aperto all'interpretazione), un ragazzino dai lineamenti delicati e femminili, molto fatati, simili a quelli di un dolce elfo che verrà per questo motivo soprannominato Puck in onore dell'opera di Shakespeare. Come se non bastassero, al povero lettore ormai martire, i piagnistei da "Odio la mia vita" ci si mettono quelli da "Quanto è bello, dovrei andare a parlargli, quanto è sexy, me lo farei" che fanno sembrare Il’ya una santa vergine e mi hanno dolorosamente ricordato la me stessa quattordicenne che al mare insieme alla migliore amica sbavava sui tizi fighi al bar elencando i mille modi in cui io e il sexy biondino palestrato alla mia destra ci saremmo sposati, comprato una casa, avuto pargoli ecc... perchè ai tempi ero troppo verginella per immaginare di bombarlo su ogni superficie disponibile o anche solo succhiarglielo nel bagno. Il protagonista irritante ci delizia con pipponi degni della Santa vergine. Abbastanza imbarazzante e irritante? Ma ovviamente no, perché noi lettori masochisti non abbiamo ancora letto niente e in poche pagine si tocca il fondo, in quanto i due tizi FINALMENTE si avvicinano, dopo che Il’ya è praticamente venuto mille volte al solo guardare e descrivere a noi santi ogni dettaglio della vena del collo e dei muscoli del folletto, e... vanno in hotel per scopare, una notte e via... che sarà mai no? Sicuramente ci sarà una descrizione di loro due che ci danno dentro come conigli... eh.... VOLEVATE! La vergine ci deve deliziare ogni secondo della copula descrivendoci ogni SINGOLA EMOZIONE... OGNI SINGOLO DETTAGLIO.... una domanda.... WHY??? Perché??? Dopo aver sopportato i deliri da acido di uno che si vanta di aver avuto numerosi amanti eppure non riesce a tenerlo nei pantaloni per il primo che passa dobbiamo anche sopportare i suoi pensieri ossessivi durante il sesso "Ma quanto è bello, me lo scoperei, lo marcherei a sangue, quanto me lo farei" e a me veniva solo da urlare "FALLOOOO, lo stai facendo, lo state facendo, non sei più al bar, siete in camera da letto" e io mi sono immaginata sto tizio in preda alle visioni, lì fermo a guardare il partner come uno che vede la madonna e quest'ultimo poverello lì, sul letto, paralizzato a chiedersi "Ma sta bene? Gli sta venendo un infarto? Quando mi mette le mani addosso?" Seriamente ero fuori di me dal nervoso e il fatto che non mi ricordi un h di "Sogno di una notte di mezza estate" mi fa sentire in colpa perché forse è un richiamo a Shakespeare e io da italiana media non sono riuscita a coglierlo ma credo ci sia un limite di sopportazione e sopratutto credo che certi voli pindarici abbiano senso quando si parla della prima volta di una coppia che si conosce, la prima volta delle favole Disney ma di certo non sono l'ideale per la descrizione di una scopata occasionale con uno di cui neanche conosci il nome! Non ho avuto parole e qualsiasi emozione positiva è stata sostituita da frustrazione e noia. Ovviamente, cliché cliché, il bel tizio è un pattinatore e... olè, W il pattinaggio! Mi faceva schifo ma ora stranamente lo trovo carino o apprezzabile tanto da volerci provare con il pattinatore folletto e tentare una relazione a distanza... e... si... che bello!!!
Che dire di più se non che per me questo libro è un grande no?
Ho apprezzato molto lo stile di scrittura di Nykyo è sicuramente una scrittrice in gamba tanto che sicuramente leggerò altri suoi libri se e quando usciranno, è una persona capace e il suo stile è stata l'unica cosa che non mi ha fatto abbandonare la lettura... quello e ovviamente il mio amore malato per il pattinaggio... è abilissima a descrivere scene magico/mistiche e ancora di più quelle erotiche, che avrei apprezzato se non fossero state interrotte ogni millesimo di secondo dalle visioni verginali del protagonista.
Ho apprezzato il capitolo finale che è stata una boccata d'aria e mi ha fatto maledire il romanzo perché FINALMENTE c'è il punto di vista di Alexander/Puck che al contrario di Il’ya non è un essere irritante ma ha un cervello e avrei voluto che tutto il libro fosse stato scritto dal suo POV così da dare più spazio anche al pattinaggio visto che anche durante l'esibizione mistica del pattinatore nuovamente i deliri da acido erano presenti rovinando completamente l'atmosfera. Questo per me è stata una delusione totale, non credo lo rileggerò neanche dopo aver recuperato l'opera di Shakespeare, non mi ha lasciato nulla, mi è dispiaciuto vedere Il’ya così vuoto, la storia così striminzita e poco approfondita, il fatto che sia stata data così tanta importanza all'uomo più irritante del pianeta dovendo sopportare per 3/4 i suoi trip da LSD e non al pattinatore simpatico, mi è dispiaciuto il fatto che anche il pattinaggio sia messo come riempitivo, Puck/Alex poteva benissimo fare il camionista, la magia sarebbe stata la stessa, Il’ya lo avrebbe trovato sexy comunque, avrei voluto un po' più di spessore e riflessioni umane sul pattinaggio e l'omofobia che purtroppo è molto presente in certi ambienti e si riflette moltissimo anche nelle parole di Il’ya e nelle sue convinzioni. Così non è stato e non so cosa aggiungere, non posso sconsigliarlo completamente non avendo una visione totale dell'opera, mi rendo infatti conto che molti amanti di Shakespeare sicuramente potrebbero apprezzarla di più vedendola come un omaggio, io da non fan mi baso semplicemente su quello che ho letto e francamente mi sento di sconsigliarla a chi come me se ne intende poco e voleva semplicemente leggere un bel libro sul pattinaggio, in tal caso evitatelo perché la delusione è dietro l'angolo e in caso contrario, provate a vostro rischio e pericolo.

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review 2016-04-05 22:45
Un weekend da sogno - Jojo Moyes (Reading Challenge 2016)
Un weekend da sogno - Jojo Moyes

Avevo preso questo volume un anno fa per poi dimenticarmene, tanta era stata l'attesa per comprarlo, l'aspettativa e poi, tutto era scemato, messo in ombra da altre letture più urgenti o a mio avviso interessanti, per questo motivo quando ho ritrovato il cartaceo e non solo, mi sono ritrovata bloccata ad aspettare i sacri comodi degli ospedali italiani ho pensato che fosse la lettura perfetta per rilassarmi e distrarmi e in parte è stato proprio così.

Questo volumetto di poco più di 100 pagine non è altro che una novellina, un raccontino per intrattenere il lettore e adatto da iniziare tra un volume impegnativo e l'altro e... nulla più, un raccontino simpatico e carino ma che tra un anno difficilmente ricorderò se non leggendo questa "recensione" e facendo uno sforzo di memoria. La trama come la storia è semplice. Nell una ragazza fidanzata e innamoratissima (see come no) decide di organizzare un weekend romantico a Parigi peccato che il fidanzato disdica all'ultimo secondo e la nostra protagonista si ritrovi da sola a Parigi e puff chi incontrerà mai? Un maniaco francese che puzza di vino e pure violento? Ma no fanciulline/i miei ovviamente il figone di turno che è sposato? Fidanzato? Gay? Ma no, ovviamente single come l'aria e pronto a buttarsi in una nuova storia dopo il trauma da rottura (perchè virili e cazzuti con un po' di dignità non li vogliamo noi!) e dopo aver piagnucolato per mesi, anni e giorni chi si ritrova? Ma lei ovvio, che gli fa battere il cuore neanche fosse una Naomi Campbell o una strafigona da calendario di Playboy e come finirà mai? Devo davvero dirvelo? No vero? Finisce in modo scontatissimo inutile da riprendere. Cosa abbiamo quindi? Una novella che ci dice poco e niente con protagonisti minimamente analizzati psicologicamente, fisicamente, mentalmente una che sembra una pazza e solo perchè è andata a Parigi... gioia se andavi ai Caraibi che facevi? Ballavi la lambada giorno e notte? Una che solo perchè parte per la prima volta si sente una divinità per poi piagnucolarsi addosso perchè il ragazzo che PALESEMENTE non la voleva accompagnare, non l'ha accompagnata, un povero santo che ci viene descritto fin da subito come un personaggio uscito dai peggiori bar di Caracas, odiato ed insultato dalle amiche di lei (immaginate il poraccio alle riunioni di ste galline? Ma col cavolo che diventi stronzo e volendo violento a essere circondato da ochette no?) e che forse porello tanto stronzo non è, chi ci dice che non sia lei la pazza? Una che decide così solo perchè il ragazzo ha scherzato sul fatto che lei non è mai stata a Parigi di comprare i biglietti per il weekend senza fregarsene se lui ha gli impegni o meno, con il negozio, con gli amici ecc vi sembra molto regular? Molto normale? NO! Per non parlare del momento in cui il poraccio si presenta in stanza per farle la sorpresa e lei lo prende come un tradimento o quasi tanto da scappare con il nuovo venuto e addirittura farlo cacciare a calci dalla receptionist dell'albergo (e già qui un albergo che caccia persone e non è ancora chiuso? Ma il realismo?!)

Insomma una storiella godibile? Diciamo di si anche se più simile a una fan fiction che a una vera storia, l'unico pregio evidente è che la Moyes non è la prima venuta e sa scrivere a nonostante la traduzione all'italiana il racconto rende bene e si capisce che la Moyes sa scrivere anche se scrive talvolta cagate come questa.

Mi ha deluso? Si... inutile prenderci in giro, dopo averlo ritrovato ero felicissima, dopo un anno l'ho iniziato carica di aspettative e mi trovo la solita storia, avrei apprezzato qualcosa di più complesso, ma anche non troppo, bastava che lei non aprisse le gambe al primo francese venuto (in tutti i sensi u.u) da chissà che parte di Parigi, sarebbe stata meglio una storia di amicizia, magari l'incontro con un uomo che non per forza doveva saltare addosso ma farle capire che ogni donna vale e non deve buttarsi via stando con stronzi che non le meritano, una racconto di amicizia più che amore lo avrei preferito, in cui i due decidevano di stare amici, di non intraprendere una palese relazione (anche se lasciata aperta a mio avviso per un possibile sequel nel 2040 o chissà quando) lo avrei preferito, avrebbe reso la storia meno banale e soprattutto le avrebbe dato più spessore e interesse e invece no, diamo alle romantiche cio che le romantiche vogliono, sesso, Parigi e ammore

Consigliato? Ma anche no, spendere troppi soldi è un'eresia, leggetelo solo se a scrocco (da un'amica romantica amante dell'autrice) o preso in biblioteca se no comprate e leggete altro che fate prima!

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url 2015-08-31 21:12
Cronache dall'epigastrio

 

Per il titolo avevo pensato a "Memorie dal sottosuolo", ma pare che qualcuno l'abbia già usato. Ho ripiegato su "Cronache dall'epigastrio", anche perché non era mia intenzione discutere di inconscio, pensiero o anima. Il mio sottosuolo si trova nella pancia e il libro racconta appunto le sue cronache

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url 2015-08-31 21:05
MANUALE STORICO CRITICO DI PSICOANALISI

 

UN MANUALE COMPLETO I PSICOLOGIA E PSICOANALISI.

Il volume è strutturato attorno a Freud (più che ad altri, Jung ad esempio) ma solo perché il suo pensiero (topico, dinamico,economico) gravita attorno a quella mitologia erotica che è il fondamento di ogni filosofia dopo quella platonica. In quell’amore per l’assoluto che di vetta in vetta e di cima in cima trascina nel solo sentiero consentito della conoscenza; tra le tortuosità di una radura dialettica che ricorda davvero il percorso impraticabile della psicoanalisi

 

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review 2014-12-18 10:38
Una bufera di neve, un treno in viaggio verso il Baltico e un bambino da rendere felice. Una storia che vi farà sognare.
Un sogno tra i fiocchi di neve (Italian Edition) - Corina Bomann

Quando l'atmosfera natalizia invade le case e i negozi secondo me non c'è niente di più bello che trovare delle letture a tema e passare le feste in compagnia di storie di neve, regali e amore. Proprio per questo motivo ho deciso di leggere Un sogno tra i fiocchi di neve un po' in anticipo: volevo riuscire a consigliarvelo in tempo, nel caso ne fosse valsa la pena. E, per fortuna, questo romanzo non mi ha delusa!
Non avevo mai letto niente di Corina Bomann, autrice tedesca che con la Giunti ha già pubblicato due romanzi che hanno fatto parlare bene di sé sul web: L'isola delle farfalle e Il giardino al chiaro di luna. Sempre grazie alla Giunti potremo leggere, nel 2015, il nuovo romanzo di quest'autrice che, ormai, ho capito di apprezzare.
Un sogno tra i fiocchi di neve è una storia semplice, la storia di una ragazza che odia il Natale ma che, pur di far contento il fratellino, è disposta a fare un lungo viaggio in treno per passare le feste in famiglia. In fondo si tratta solo di tre giorni, che sarà mai? Peccato che la notte del 23 Dicembre la povera Anna si addormenti sul treno, saltando così la sua fermata. Questione di un momento, e il danno è fatto: sola, in piena notte, Anna si trova in una desolata stazione in mezzo a una bufera di neve. A casa però la aspetta il fratellino, che lei non vuole assolutamente deludere.. e così rimette in viaggio.
Non c'è che dire, Anna sembra finita dentro ai libri di Lemony Snicket,Una serie di sfortunati eventi.. altro che "un sogno tra i fiocchi di neve"! Il suo rocambolesco viaggio mi ha fatto davvero sorridere e divertire, alcune situazioni rischiavano di sfociare quasi nell'assurdo, ma la Bomann è davvero brava a tenere le redini della storia, con un pizzico di magia tutto sembra possibile in questo romanzo, perfino le scene più impensabili diventano buffe e simpatiche. I personaggi che Anna incontra, poi, sono uno spasso! Dall'autista di uno spazzaneve a un camionista polacco, da uno studente che ama travestirsi da Babbo Natale a un furgoncino di ragazzi Hippy: la nostra protagonista viene sballottata qua e là, facendo così la conoscenza dei personaggi più strani e disparati.. ma anche magici! D'altronde, le persone che si incontrano per strada alla vigilia di Natale hanno sempre qualcosa di speciale.
Ho adorato le tre vecchiette, eccentriche e un po' fuori di testa, che appaiono e scompaiono durante la storia, come tre fate madrine con la passione per l'Irish coffee e per i bei ragazzi.
Un sogno tra i fiocchi di neve è una storia magica che parla di amore, di famiglia e di fiducia, un po' sempliciotta, ma in senso positivo, una lettura perfetta da fare accoccolati sul divano con una fetta di torta, da leggere in un soffio e da riporre sullo scaffale con un sorriso. Le pagine non sono troppe - perfette da leggere in una notte, se ne avete la possibilità! - e il prezzo è piccolo.. secondo me ne vale la pena, se cercate un'avventura carina per passare le feste che, si sa, sono sempre impegnative sotto Natale.
E se anche voi, come Anna, detestate il Natale.. be', allora questa è sicuramente la lettura che fa per voi, perché con quel pizzico di magia riuscirà a sciogliere anche il vostro cuore da Grinch e a farvi apprezzare almeno un po' lo spirito del Natale e la sua caratteristica più bella: amare, ritrovarsi.. e tornare a credere!

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