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review 2019-03-20 16:00
Il romanzo dei tui - Bertolt Brecht

Brecht lavorò alla stesura del testo dal 1931 al 1942, mentre era in fuga dalla Germania nazista. L’opera, rimasta incompiuta, è un progetto ambizioso ideato per raccontare la storia del Reich dalla nascita dell’impero fino all’ascesa di Hitler. 
Walter Benjamin, tornando da una visita fatta all’amico in esilio, il 27 settembre 1934 scriveva: “… Con Il romanzo dei tuivuole dare una panoramica enciclopedica sulle idiozie dei tellett-ual-in (gli intellettuali); a quanto pare si svolgerà per la maggior parte in Cina. Un piccolo piano di questa opera è già pronto”. 
Chi è il tui (nome ottenuto dalle iniziali della distorsione di “intellettuale” in “tellett-ual-in”)? Lo spiega Brecht: “Il tui è l’intellettuale dell’epoca delle merci e dei mercati. Il noleggiatore dell’intelletto”.
Il romanzo dei tui è uno sfogo, un’invettiva contro la stoltezza e l’ipocrisia dei quegli intellettuali disposti a vendersi al miglior offerente. È un’accusa contro gli intellettuali che non riconobbero o sottovalutarono l’avvento del nazismo e che, in seguito, mancarono di avversarlo.

Fra le varie abilità dei tui l’arte del lecchinaggio ha grande rilievo. E se è vero che quasi tutti sono in grado di dare una leccata senza infamia e senza lode è altrettanto vero che l’arte del leccapiedi è qualcosa di più complesso:


“… richiede studio e allenamento. E molta disciplina. Solo con l’esercizio è possibile elevarsi dalle bassezze della leccata corriva, e soltanto quando la perseveranza lascia il posto alla fantasia si diviene veri maestri. Il complimento comune è merce dozzinale, cicaleggio meccanico senza senso né ragione, privo di ogni raffinatezza. Il lecchinaggio praticato come un’arte invece produce espressioni originali, peculiari, profondamente sentite: crea una forma. L’artista completo è duttile, poliedrico, sempre capace di sorprendere. Si studi (ne vale davvero la pena) come il grande Go-teh lodò O-leh: con riluttanza. Una lode di questo tipo ha un valore inestimabile. Davvero ingegnoso è anche travestire da biasimo un elogio. Si rimprovera un generale per l’ardimento che potrebbe strapparlo al suo esercito. All’inizio della Grande guerra i tui ringraziarono l’imperatore esprimendogli tutta la loro rispettosa compassione perché sacrificava la sua gloriosa fama di uomo di pace per assecondare i desideri bellici della nazione. Quando il maresciallo Fank Wi Heng perse la guerra lodarono la sovrana indifferenza con cui affrontò quella disgrazia.
Questo non è più dilettantismo, è già arte.
L’arte del leccapiedi è inoltre, sia detto per inciso, una delle poche che dà di che vivere. Il lecchinaggio nutre il suo discepolo.
Come ogni arte, anche questa ha la sua storia e ha conosciuto epoche di prosperità ed epoche di declino, così come una continua mutazione degli stili.”


Avranno ancora lunga vita i leccapiedi? Pare proprio di sì. Finché esisterà la saliva. Parola di Bertolt.
Scritto corrosivo, satirico, spietato.


P.S. L’elenco “Personaggi e luoghi” svela nomi fittizi e riferimenti storici. Lo stesso autore vi compare come Kin-jen. 
Insomma, una penna implacabile, sotto la quale non si salva nessuno. 

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review 2019-01-28 17:21
La coppia perfetta - Francesco Graziosi,B.A. Paris

Il libro si lascia leggere con facilità. L'inizio è molto intrigante, lei mogliettina ansiosa di far bella figura con invitati a cena e lui marito premuroso che aiuta in cucina e poi le chiacchiere su come sia perfetta la loro unione, i complimenti reciproci e il tutto raccontato dal punto di vista di lei, Grace, che però lascia trasparire tutta la sua angoscia per ogni gesto fatto o risposta data, perché tutto deve essere perfetto. Poi in un susseguirsi di capitoli uno al passato e uno al presente ci viene presentata la verità.
Come dicevo l'inizio è stato intrigante, ma man mano le situazioni si ripetono e il libro perde un po' della tensione iniziale per poi risollevarsi nel finale. 

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review 2019-01-11 12:08
Tra ghiaccio e fuoco
Il trono di spade - Il grande inverno (Le cronache del ghiaccio e del fuoco, #1) - Sergio Altieri,George R.R. Martin

Era da tanto che avevo in mente di iniziare a leggere questa saga e forse anche grazie al freddo di questi primi giorni del 2019 il momento è arrivato.

 

E' difficile scrivere qualcosa di un libro di oltre 800 pagine, se non che per finire in dieci giorni un libro di tale "peso" la scrittura e la storia ti devono veramente catturare, quasi come se il libro ti tenesse in ostaggio come uno dei tanti presi durante le numerose battaglie svolte per giocare al Gioco del trono.

 

La cosa migliore per me stata l'uso dei  diversi punti di vista per portare avanti la storia. Ogni protagonista che racconta la sua parte di storia mette i suoi tasselli in una storia complessa, piena di intrighi e tradimenti , giustizia e ingiustizie ma anche di lealtà e onore ; tutte cose che si possono trovare nella realtà di tutti i giorni ma qui di reale c'è poco. Qui ci sono gli dei i meta-lupi, gli alberi sentinella , gli Estranei e molto altro. 

 

Una splendida lettura, che per fortuna è ( per ma) ancora solo al primo capitolo della saga.

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review 2018-03-11 10:33
Certezza non v'è, e la ragione barcolla
La promessa: Un requiem per il romanzo giallo - Friedrich Dürrenmatt,Silvano Daniele

In terra elvetica, precisa, pulita e razionale, certezza non v’è, e la ragione barcolla. Una beffa tremenda per la perfettissima Svizzera.

 

Sembra il classico giallo: scoperto un cadavere, inizia l’indagine e si trova il colpevole.

Dürrenmatt introduce però elementi che scompongono il disegno: caos e caso (e già i due lemmi accostati creano un bel gioco). Matthäi, genio investigativo, ha promesso alla madre dell’ultima piccola vittima di scoprire la verità. Intuendo l’innocenza del presunto assassino, inascoltato dai colleghi, si mette a indagare da solo. Ha studiato e dato forma a ciò che forma non aveva.

Un uomo uccide ferocemente delle bambine. L’ultima ha lasciato un indizio importante: un disegno che raffigura il gigante dei porcospini. Per Matthäi diventa un’ossessione, e nel folle tentativo di intrappolare l’ignoto killer, usa un’esca, inconsapevole d’esser tale.

Gli ex colleghi, convintisi delle intuizioni di Matthäi, lo appoggiano. Ma 

La nostra ragione rischiara il mondo non più dello stretto necessario. Nel bagliore incerto che regna ai suoi confini si insedia tutto ciò che è paradossale.”

Dunque l’ordine non è di questa terra e l’etica capitola di fronte al fine da raggiungere?

 

Un accadimento banalissimo sovvertirà la logica, a dimostrazione che casualità e caos possono spezzare l’esile filo che lega la realtà all’intelletto.

È la sconfitta del raziocinio.

Requiem.

Chissà, se solo avessero aperto un giornale. Ma sarebbe stata un’altra storia.

 

P.S. Noto (con consueto sobbalzo): “L’individuo era pregiudicato. Reato sessuale ai danni di una quattordicenne.”

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“Non era stato condannato una volta per un reato sessuale?” “C’era stato qualcosa con una quindicenne.”

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review 2017-10-20 15:26
Originale e ben scritto
La verità e altre bugie - Sascha Arango,Alessandra Petrelli

Questo libro mi ha un po' spiazzato.
Credevo di leggere un giallo, ma di misterioso c'è solo il passato del protagonista, ora affermato "scrittore" che, quando vede la sua realtà in pericolo non ci pensa due volte a eliminare l'ostacolo.
Così ci troviamo a leggere delle sue considerazioni che sfociano in delitti con semplicità e linearità .
E' fortunato e a volte anche caritatevole e questo non mi ha permesso di detestarlo; questo suo lato umano per me è stata la vera e propria originalità del romanzo.

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