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review 2017-07-28 22:47
Torikago syndrome: 2 - Akaza Samamiya,R. Tiberi

 

E rieccomi qui a fare la voce fuori dal coro. Questa cosa sinceramente la ODIO profondamente. Nonostante ami avere una mia opinione personale e gongoli anche interiormente (ed esteriormente con un bella danza di Snoopy) a sapere di essere in grado di non uniformarmi per forza alla massa come una capra ed elogiare qualcosa solo perché bella, interessante, fighissima, new age, petalosa per il 99% del mondo mi... irrita, perchè puntualmente mi ritrovo circondata da persone che mi rinfacciano "Ma come? L'opera è meravigliosa, sei tu che non l'hai capita" ed è proprio questo che di sicuro succederà con Torikago Syndrome, un manga di due volumi arrivato anche in Italia grazie alla santa J-Pop che a quanto pare è stato apprezzato dal mondo intero ma... non da me. Quando ho scoperto questo manga sono rimasta molto colpita, la copertina ha catturato subito la mia vista spiccando tra l'elenco infinito di consigli di lettura/acquisto di santo Amazon, la trama mi aveva fatto non poco gola tanto che ero pronta a sfoderare la mia sacra postepay e ordinare il tutto, fortunatamente la mia povertà post shopping impulsivo è riuscita a obbligarmi a leggerlo in inglese (benedette scan) e soprattutto impedirmi di buttare letteralmente i miei soldi dalla finestra (o meglio dalla carta) evitandomi così una delusione totale ma... vediamo insieme il perchè.

Come detto tutto era perfetto, la trama sembrava interessante, chi non amerebbe un pizzico di shonen ai, mistery, psicologico, drama?! Tutti dovrebbero amare questo mix se solo fosse presente in questo libro! Tralasciando infatti la copertina stupenda e i disegni realizzati ad arte e con uno stile che mi ha quasi (e sottolineo il quasi) fatto apprezzare l'opera ... tutto il resto e un bel NO!

Nonostante la trama tutto si perde inesorabilmente diventando un minestrone WTF!

Troviamo il nostro eroe Tsugumi, un ragazzetto che ha perso i suoi genitori e per anni è stato costretto a vivere in orfanotrofio. Il povero piccolo è sempre stato vittima di bullismo dovuto soprattutto ai suoi occhi rossi (poco inquietanti) fortunatamente non è mai stato solo in quanto una figura caritatevole ha sempre vegliato su di lui, come un angelo custode, un uomo soprannominato Papà Gambalunga (ispirazione/omaggio al famoso romanzo omonimo di Jean Webster) che ha sempre aiutato il giovane senza però fare scoprire il proprio nome e identità, il baldo giovine pensa bene di seguire il consiglio dell'amato "padre adottivo" e andare nella scuola di un amico di quest'ultimo per poter continuare gli studi. Perfetto no? E infatti no perché tra tutte le scuole finisce nella peggiore o meglio... nella migliore in base ai punti di vista. Questa scuola infatti agli occhi di un essere umano dotato anche di un solo neurone è PERFETTA, avete presente le fantastiche ore di autogestione in cui potevate fare bordello e nessun professore era autorizzato a prendervi a mazzate? In cui i prof vi guardavano con odio mentre spadroneggiavate bruciando (o quasi) i banchi e spacciando merendine? Moltiplicate quella sensazione di onnipotenza per 100, in quanto in questa scuola c'è autogestione SEMPRE, gli studenti non hanno regole, potrebbero vestirsi da clown e nessuno direbbe nulla, potrebbero girare nudi e nessuno direbbe nulla, i professori sono al pari di sassi e sono gli unici ad avere regole o almeno una regola soltanto, non entrare nei dormitori! PARADISO no? E infatti no perché gli esseri umani hanno il bisogno istintivo di rovinarsi la vita, prendete un gregge di umani, metteteli in un prato gigante, senza costrizioni, con al suo interno solo un piccolo recinto chiuso un metro per un metro e cosa faranno mai gli umani? Rimarranno nel prato magico godendosi le passeggiate? Si sdraieranno sul grande prato verde? Ma ovviamente no, troppo mainstream! Gli esseri umani si ammasseranno nel recinto, ignorando completamente il prato e la libertà! E infatti gli studenti di questa scuola hanno il QI – 100, a quanto pare annoiati dalla possibilità di vivere in pace e armonia con il cosmo non dovendo neanche obbedire ai genitori padroni hanno pensato bene di sottostare alle regole di un mini Hitler, nel mondo perfetto di Torikago Syndrome un tizio arriva e dice "Io sono il re e ora vi darò delle regole che voi dovrete rispettare per vincere un gioco e guadagnare una libertà che già avete" i geni, invece di bullizzarlo brutalmente disegnandogli degli imbarazzanti baffetti neri sul labbro pensano bene di giocare ed è da lì che la scuola senza regole diventa la scuola con le regole. Tsugumi scoprirà infatti che c'è un Pinco Pallo che si fa chiamare re e decide chi vive o chi muore ehm... magari...sarebbe stato molto hunger game/battle royal/epico... decide semplicemente di dare compiti wft agli studenti, come quello di bruciare i compiti in classe... dando loro un punteggio così da salire in classifica e forse vincere una libertà molto.... boh...PERCHÈ?? Why? Quale criceto drogato poteva pensare anche solo una cosa del genere? Ok dai, l'idea in se può andare, non siamo nella vita reale e ci sta, ma come viene sviluppata la questione non ha senso, ok, nel secondo volume entriamo più nel vivo capendo come è nata, perché ecc ma rimane comunque senza senso perché cioè che non manca è ironicamente la libertà in questo manga chiunque è in grado di scappare da questa "società" non succede nulla, chiunque può dire "No" il motivo per cui tutti partecipano è perché è un po' una moda (vero fidget spinner del demonio?) o come il protagonista semplicemente non si hanno i soldi o il cervello per comprare due lenti a contatto colorate per nascondere degli occhi inquietanti invece di usare gli occhiali (super vietati dal re malvagio!!) avrei voluto vedere magari un motivo più profondo per partecipare, magari il cattivo poteva essere il super malvagio preside che impedisce agli studenti di comunicare con il mondo esterno invece ste geni possono anche inviare lettere a casa e ricevere lettere... quindi... possono dire "Fanculo questa scuola io vado a fare lo spazzino" e andarsene... viene così meno tutto il dramma che si dovrebbe per me vivere in un manga pseudo distopico, in un mondo oscuro in cui bisogna sottomettersi a regole folli... se tu mi togli il dramma, il dolore, l'immedesimazione nel tormento di questi ragazzi e di questo gioco mi rimane il nulla. Questo manga doveva giocare molto sulla psicologia, tratteggiarmi i caratteri dei ragazzi, mostrarmi il perché il gioco per loro è così importante, possiamo in parte comprendere un pochetto la motivazione banalissima e scontatissima del protagonista di avere la sua libertà senza gabbie e bla bla bla ma gli altri? Amici cari cosa vi spinge a non dare fuoco al "Re"? Non amo particolarmente la violenza ma quando ci vuole... io rido e ironizzo ma se in un manga in cui dovrei almeno riflettere sul concetto di libertà e prigionia, su come gli esseri umani riescano a rinchiudersi in prigioni mentali ogni giorno senza motivo e non c'è niente, è preoccupante, per riflettere almeno ci deve essere un input ci deve essere qualcosa che mi spinge a pensare "Dai protagonista, devi vincere" anche nel momento in cui Pinco Pallo con gli occhi rossi dice "Dimmi come faccio a diventare il nuovo re?!" mi veniva solo da ridere pensando "Imbecille, invece di detronizzare il Joffrey tarocco di GOT dimostra agli studenti che puoi vivere senza seguire le sue regole, così loro vedranno che sei già libero e ti seguiranno!! Fai il novello Gesù! Cosa gli dai corda?!" Non ho parole. Manca di struttura non solo nella storia ma anche nella struttura generale dei volumi, ci sono due volumi e sviluppati malissimo, il primo di fatto è il nulla, la presentazione fuffa che ci dice poco o niente e cerca di farci provare emozioni facendo litigare il protagonista e il suo nuovo amichetto che.... forse è l'unico con un minimo di contenuto... ma neanche... litigio che avviene in modo frettoloso, amicizia che nasce e muore di colpo e senza un che, tanto per cambiare e basta! Si strizza l'occhio allo shonen ai? Ma dove?! Si potrebbe fangirleggiare su Tsugumi e Licht ma se i due non hanno caratterizzazione e quel poco e fuffa, tanto vale shippare il mouse e la tastiera del pc, hanno lo stesso calore, almeno potevano metterci un bacetto! Lo hanno messo/censurato/fatto immaginare anche in Yuri!!! On Ice che neanche ha il tag shonen ai... si vede che il tag lo hanno voluto mettere a forza per strizzare l'occhio alle fujoshi che spero se la siano presa vista la fregatura colossale! Quindi il primo volume è zero e il secondo, è tutto quello che non è il primo, rendendosi conto che ormai il tempo stringeva hanno buttato tutto dentro senza lasciare fiato (e non in modo positivo, quella mancanza di fiato da suspence/ammirazione/è la cosa più epica che abbia mai letto), i capitoli importanti sono i due capitoli finali... e il capitolo finale e il più rapido possibile, correndo peggio della sottoscritta durante il 3X2 sui videogame! Si poteva fare di più, magari 3 volumi, uno di introduzione, il secondo di analisi e il terzo di conclusione con sviluppo adeguato dei personaggi e della loro psicologia, magari amicizia e non "Ma si aiutiamoci e diventa il mio BFF" "Ok <3" e tre pagine dopo "Buu sei cattivo, amico di Licht non ti voglio più, sei passato di livello mentre io sono rimasto un noob" "T___________T amichetto è tutta colpa mia" e dramma trash e piagnucolii per niente coinvolgenti e solo divertenti per la malvagia creatura che c'è in me. Insomma, mi rendo conto di aver sclerato e detto forse tutto e niente ma mi rompe le scatole spoilerare troppo perché forse cercare almeno di dare un senso al no sense è l'unica motivazione per leggere questo manga, ho visto molte recensione positive, persone che elogiano l'inquietudine e il senso di claustrofobia che provoca l'essere rinchiusi alla mercé del Joffrey dei poveri ma io tutto questo senso non l'ho percepito... e sono quella che è impazzita leggendo Bunker Diary!! E che è impazzita ancora di più smettendo di leggere Battle Royal perché viene ucciso un gatto... sono una persona che si agita facilmente e se questo manga non mi ha dato nulla un motivo c'è. Non dico che bisognava trasformarlo in un fight club o qualcosa di troppo violento ma si poteva giocare sulla violenza più psicologica, quella che ci distrugge e ci rende prigionieri, noi esseri umani siamo gli unici essere viventi che sono riusciti a rovinarsi la vita da soli in mille modi diversi e non solo costruendo armi mortali che ci stermineranno in un decimo di secondo, riusciamo a dare il peggio di noi fissandoci su cose stupide e rinchiudendoci nel famoso recinto un metro per un metro nel grande prato verde della vita, si poteva giocare su questo, mostrare la stupidità e follia di seguire certi "giochi" si poteva inserire temi più gravi mostrare la società corrotta e senza regole, mostrare come in una società non ci sia posto per l'uguaglianza totale ma che ci sarà sempre qualcuno che si metterà sopra per dominare e corrompere gli animi, creare e portare il caos, si poteva giocare molto con questa cosa, fare più punti di vista, 3-4 volumi, mostrare la fragilità dei ragazzi e le loro forze che potevano liberarli ma che non hanno mai usato perché ciechi e in gabbia... tante ma tante cose, nonostante le parole positive che ho sentito per me è un grande no. Se ne avrò l'occasione sicuramente lo rileggerò in italiano per chiudere il cerchio e poter mettere un masso sopra quest'opera, di sicuro non andrò di mia spontanea volontà a comprare i volumi come avrei sicuramente fatto. Sono contentissima di averlo letto in inglese senza spendere perché di certo la mia recensione sarebbe stata in quel caso molto meno "divertente" e molto più hulkeggiante con

tanto di falò ai due volumi (altro che il banale falò ai compiti in classe come avviene nel libro!!) In definitiva non mi sento affatto di consigliarlo, per chi cerca la suspence non c'è, lo shonen ai... meno che mai, il mistero... ma anche no e la psicologia... oh oh oh, seriamente, passate oltre che c'è sicuramente di meglio! Dono 3 stelline al secondo capitolo, rispetto alle due del primo solo perché almeno il secondo cerca di dare un senso alla storia per il resto, rimane un grande no!

 

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review 2017-07-16 17:28
恋してダディ [Koishite Daddy] - Kyou Kitazawa

Ho iniziato questo libro un po' per caso, l'idea di base mi sembrava simpatica e se ben sviluppata poteva avere del potenziale di conseguenza mi sono buttata nella lettura non aspettandomi però chissà che cosa, quando si tratta infatti di storie "importanti" e con dei contenuti e argomenti un po' spinosi sono sempre scettica soprattutto se il tutto si conclude in un misero volumetto, penso sempre che per raccontare qualcosa di più profondo quando si parla di manga 100-200 pagine siano un po' riduttive, ho quindi iniziato a leggere questo manga con pensieri contrastanti, con aspettative e... non aspettative, non sapendo se dovermi preoccupare o meno e... che dire... mamma mia che manga! Mi ha conquistato e stregato! La storia è adorabile nella sua semplicità, ritroviamo un padre da poco divorziato che deve occuparsi del suo bambino e deve quindi destreggiarsi con non poche difficoltà ritrovandosi dopo anni da solo e senza aiuti concreti, fortunatamente in suo soccorso accorre il dolcissimo vicino di casa, un giovane ragazzo omosessuale che si affeziona fin da subito al piccolino e ben presto, si avvicina anche all'uomo riuscendo a conquistare il suo cuore...un po' cliché? Beh... forse si ma il tutto è sviluppato così bene che sembra naturale, reale, spontaneo da far dimenticare qualsiasi cliché o storia fatta e già vista. Non ritroviamo il classico manga in cui il tizio si innamora in 3 pagine e dice ti amo dopo 5, non troviamo l'escamotage banale e scontato per mettere insieme i due tizi, l'inizio della loro storia è difficile, perché entrambi i giovani hanno problemi e ferite da rimarginare, Satou è un padre che si ritrova per la prima volta da solo e ha paura di non riuscire ad occuparsi come si deve del figlio, teme di non essere abbastanza per lui, di non poter sostituire la madre del bambino e quindi si preoccupa, non ha mai pensato di poter anche solo trovare interessante un altro uomo, l'arrivo di Takahashi, così giovane, spigliato e all'apparenza senza troppe preoccupazioni lo sconvolge doppiamente perché si ritrova ad affrontare sentimenti che non credeva di poter provare e allo stesso tempo sente il bisogno di proteggere suo figlio, ha il timore di poter fare qualcosa che possa in qualche modo turbarlo o rovinare il rapporto che ha con lui, è un personaggio molto umano con cui è impossibile non empatizzare. Stesso discorso per Takahashi lui al contrario di Satou sa perfettamente chi è dal punto di vista sessuale, sa quello che prova per il vicino di casa, si accorge dell'amore che inizia a provare per lui, sa di essere gay e non permette che questo lo ostacoli, ha combattuto fin da giovane per essere quello che è, ha sofferto duramente accettando il rifiuto da parte del padre di considerarlo suo figlio dopo il doloroso coming out, il suo timore, la sua paura non è quindi come Satou legata tanto ai sentimenti che inizia a provare quanto a quello che sa che potrebbe essergli negato con il tempo, Takahashi sa infatti che per via delle sue preferenze sessuali potrebbe non avere mai una famiglia e un figlio, sa che essendo gay non potrà mai avere al suo fianco una donna che porti nel grembo suo figlio o potrà mai chiedere egoisticamente a una ragazza di fare un figlio con lui e per poi abbandonarlo e dimenticarlo lasciandoglielo, sa che non potrà averlo se non adottandolo, questo è un peso che si porta dentro come un macigno, proprio lui così dolce, attento e a tratti materno sente che la vita gli negherà quello che più lo renderebbe finalmente felice, l'incontro con Satou e Rintarou è quindi un po' la sua ancora di salvezza, dapprima si avvicina ai due quasi per compensare questo bisogno di paternità che gli viene negato ma poi inizia a sviluppare un affetto sincero e incondizionato per i due, Takahashi sente di non poter più vivere senza quel frugoletto e il suo matto padre, questo lo porta a soffrire, a dover affrontare la realtà che forse non potrà mai essere davvero parte di quella famiglia.
Takahashi cerca di fare il padre per Rin anche se non è di fatto il vero padre e questo lo porta anche a scontrarsi duramente con Satou, il momento in cui l'uomo gli urla "Tu non potrai mai essere un genitore e capire cosa prova un vero padre" e il momento in cui Takahashi capisce che è la verità e non può fare altro che abbassare la testa e andarsene è straziante, è una delle scene più forti e umane a cui mi sia capitato di assistere in un manga negli ultimi tempi....
Ho amato il mondo in cui i due protagonisti si avvicinano, il dramma, il dolore, la dolcezza e la delicatezza della loro prima volta, il momento in cui capiscono di amarsi e poter essere una famiglia, per tutta la lettura avevo gli occhi a cuoricino piagnucolando come una bimba. Non è però solo una storia di un amore ma anche una storia di famiglia, una tipologia di famiglia con due padri e che non sempre viene accettata, si parla anche di questo infatti, e qui.... come non amare il piccolo Rintarou? Ho gioito e quasi pianto quando si è messo ad urlare che non c'era nulla di male ad avere due padri e che la sua famiglia non era strana, la delicatezza con cui è stata trattata la psicologia del bimbo è impressionante! Vedere come il piccolino arriva addirittura a rifiutare quasi sua madre che lo ha abbandonato ma che ama ancora pur di non ferire il padre e il nuovo papà e il modo in cui ama così incondizionatamente la sua famiglia tanto da difenderla... mi ha commosso. La psicologia del bimbo è perfetta, non è né poco... né troppo.... è... perfettamente IC per l'età e il contesto in cui vive, Rin è un bambino è non capisce la cattiveria del mondo, non capisce il perché la gente guarda con disprezzo la sua famiglia, per lui la sua famiglia è AMORE, lui prova amore e vede l'amore, vive circondato da amore e affetto e non riesce a comprendere il motivo per cui il mondo e i suoi compagni di scuola lo "critichino" additandolo come strano, questa cosa, fa male e fa riflettere allo stesso tempo, vedere come spesso le famiglie considerate diverse vengano additate dal mondo intero senza vedere l'interno e l'essenza è orribile,vedere quindi un personaggio, un bambino insegnare agli adulti ad essere ragionevoli, che i suoi papà si amano e lui li ama... è stupendo. Tutto in questo manga mi ha colpito, dai disegni curatissimi, alla storia alla psicologia dei personaggi, ogni personaggio è caratterizzato alla perfezione, pure quello che compare 3 secondi ed è una gioia per gli occhi e il cuore leggerlo, ho amato l'amichetto di Rin che si comporta da bambino e con la sua gelosia infantile lo critica, tratta male ma.. poi fa pace perché è un bambino e riesce a capire di aver sbagliato e che vuole bene all'amichetto, ho amato il giovane insegnante che cerca di aiutare i due padri e il bambino a relazionarsi con i compagni e perché no, anche il padre di Takahashi che dopo anni vuole anche solo provare ad avere un rapporto con il figlio nonostante non accetti la sua nuova famiglia e omosessualità. Ho amato... tutto! Se siete alla ricerca di un manga M/M emozionante, con una bella storia e indimenticabile è quello che fa per voi. Mi sento di consigliarlo senza alcuna esitazione perché merita moltissimo e spero con tutto il cuore che prima o poi qualche casa editrice italiana lo noti e pubblichi perché merita assolutamente visto il suo messaggio meraviglioso e positivo.

 

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review SPOILER ALERT! 2017-06-12 22:50
浴びる純情 [Abiru Junjou] - Yuzuha Ougi
Questo manga mi ha molto deluso. Ammetto che le aspettative non erano proprio altissime, la trama infatti è trita e ritrita, vista in milioni di Shonen e Shojo, il classico studentello che si innamora (ricambiato) del professore, semplice e chiaro, eppure la scelta di associare a un professore uno studente minorenne... mi aveva fatto sperare in qualcosa di più profondo e che potesse toccare temi importanti e delicati e invece...così non è stato o meglio... lo è stato solo in parte. Il problema principale di questo manga è che tira in ballo troppe cose, nel corso di circa 200 paginette (anche meno) vengono presentati un sacco di argomenti, uno più spinoso dell'altro per poi essere dimenticati o affrontati in modo superficiale. Primo fra tutti il rapporto tra un ventitreenne e un quindicenne... mi aspettavo che "l'amore" tra i due sarebbe scattato a poco a poco, magari grazie a momenti particolari, situazioni delicate invece... lo studente abbandonato a se stesso si incolla come una cozza al professore e bump, love story con il ragazzo cotto a puntino e il professore cotto anche lui dopo poche pagine. Momenti di riflessione? Di psicologia non, forse, da parte del quindicenne in preda agli ormoni ma almeno dal professore? Ovviamente no anche se era il MINIMO! Un minimo di introspezione del tipo "è sbagliato portarmi a letto un mio studente?!" lo pretendevo. Invece nulla e tutta la storiella nasce banalmente, senza riflessioni di sorta. Questo punto già dovrebbe bastare a far capire tutto il potenziale sprecato e invece... non basta. Vengono citati argomenti importantissimi lanciati e dimenticati ad esempio, si parla di tentato stupro, il giovane è stato vittima di un tentativo di violenza da parte di... un professore! WOW... questa cosa dovrebbe portare a uno sconvolgimento emotivo?! Una riflessione profonda su come un giovane quasi abusato possa stare male ad avere rapporti intimi con un altro professore? Il giovane si ritrova sconvolto da un tentativo di approccio sessuale? Ma ovviamente no! Tutto dimenticato!
Si parla di suicidio o meglio tentato suicidio del professore maniaco...se ne parla? NO! Si accenna e basta
Il protagonista è stato abbandonato dalla madre, c'è un confronto straziante tra madre e figlio che porta magari a una riconciliazione o anche solo un momento intimo tra la coppia? NO! Viene tirata in ballo la madre che dice "Eh.... ero egoista" e stop...vuole vedere o parlare con il figlio? Ma anche no, chissene di sto povero Cristo, tanto è già sfigato di suo...
Viene tirato in ballo prepotentemente il bullismo, Yuka è infatti vittima di bullismo feroce da parte delle compagne di classe, questo  porta conseguenze? Ci sono momenti drammatici/introspettivi? Il ragazzo soffre per questo bullismo tanto da avere problemi di salute o "mentali"? NO, come se nulla fosse, la vive bene e neanche ne parla con il fidanzato, ci sono due o tre atti, tra cui uno in cui una dolce fanciulla intaglia la parola Muori sul banco del ragazzo ma tutto finisce lì... i professori se ne accorgono? Ovviamente si visto che dicono che è vittima di bullismo da tempo e bla bla bla
Fanno qualcosa? Ma nooo... è solo uno studente! Perchè punirne mille per salvarne uno? Non serve... no? 
Avviene un rapporto sessuale tra i due... c'è una prima volta coinvolgente emotivamente e fisicamente tra i due con eventuale riflessioni del tipo "Ho appena fatto sesso con un minorenne e finirò in carcere"? NO, è tutto... semplice... "Ti ho mentito... facciamolo".... ok....
Il protagonista è abbandonato a se stesso quando la nonna viene portata in ospedale, a parte il fidanzato/professore qualcuno se ne accorge o frega? Degli assistenti sociali o simili si preoccupano di aiutare un MINORENNE a cavarsela da solo? Ovviamente no!
C'è un giovane interessato al protagonista, si crea anche solo un piccolo triangolo che porta a riflessioni profonde o anche solo riflessioni del tipo "Quel ragazzo minorenne sarebbe un compagno migliore rispetto a me, professore ventitreenne?"? NO
Muore la nonna, qualcuno se ne frega? NO! 
Insomma... per capirci questo libro è un grande NO... a leggerlo sembra di vivere su Marte,i protagonisti sono piatti, per nulla caratterizzati e la società in cui vivono è... grottesca perchè in quale MONDO un quindicenne viene lasciato solo a scazzo con il professore maniaco? In nessuno credo (e spero) 
Vengono tirati in ballo argomenti importanti che vengono banalizzati o lasciati al caso ed è proprio questo che mi ha fatto infuriare come una iena. Ci sono stati in passato manga o romanzi che trattavano relazioni tra adulti e minorenni ma almeno cercavano di essere delicati e dove non era possibile non citavano a caso mille possibili drammi, se si voleva e non si sapeva fare si poteva evitare, se non si voleva magari dividere la storia in due volumi così da approfondire il tutto come si deve invece di citare suicidio, bullismo, stupro e company.. ci si poteva tenere sul romance, senza impegni così da creare un storia puramente fluff & smutt così da andare sul sicuro... così invece...ci si sotterra con le proprie mani. Sono rimasta quindi molto delusa ed è un vero peccato perchè lo stile dell'autrice mi piace molto e rovinare tutto con una "non storia" è un peccato
Francamente non mi sento di consigliarlo, ci sono storie più interessanti, delicate e coinvolgenti
 
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quote 2017-06-09 23:07
"Che bisogno hai di cambiare? Per me va benissimo essere l'unico a capire ciò che provi! Così è come se fossi tutto mio, no?"
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review 2017-06-09 23:03
Mi vergogno da morire: 1 - Hinako Takanaga
Questo manga è... ADORABILE! Una lettura dolce e romantica perfetta per gli amanti del genere yaoi, "Mi vergogno da morire" (titolo pessimo e un po' no sense rispetto all'originale XD) mi ha fatto fangirleggiare e ridacchiare come una pazza lasciandomi addosso un senso di pace, gioia e... miele... molto miele... tantissimo miele! La storia è molto semplice, forse un po' banalotta e già vista, ritroviamo i due ragazzi protagonisti che si scoprono innamorati e iniziano la loro vita insieme aggiungendo come ogni love story i classici problemucci di routine ovvero difficoltà a comunicare i propri sentimenti nel modo giusto, il mega imbarazzo delle prime volte e di non riuscire a mostrare il proprio amore come si deve, la gelosia e ovviamente gli immancabili personaggi molesti che si intromettono tra i piccioncini rischiando di creare drammi e rotture...cose già viste eppure... questa storiella mi ha ugualmente colpita, lo stile del disegno è semplicemente perfetto e curato in ogni dettaglio e i personaggi sono il punto forte della narrazione, caratterizzati benissimo e subito riconoscibili, è impossibile non amare ogni singolo personaggio di questa storia, Satoru è un piccolo tesoro, con la sua mancanza di espressioni, la sua incapacità (o quasi) di comunicare e soprattutto la sua infinita timidezza mi ha fatto innamorare, mi ha conquistato e fatto venire voglia di prenderlo tra le braccia e coccolarlo, Keigo il suo partner è il fidanzato PERFETTO, il ragazzo che tutti vorrebbero sposare, dolce, sempre sorridente e gentile, che capisce ogni singolo silenzio del fidanzato, lo ama alla follia tanto da essere gelosetto al punto giusto e... awww <3 I due insieme formano un mix esplosivo, si completano a vicenda e leggere le loro piccole avventure è una gioia per la mente e gli occhi (ho già detto che amo lo stile di disegno? DAVVERO TANTO!!). Non sono però solo loro i protagonisti, troviamo infatti altri due personaggi che sono al pari dei principali anche se non hanno lo stesso spazio, mi hanno stupido conquistandosi a forza uno spazio nel mio cuoricino, impossibile non affezionarsi alla frizzante Machida un po' ochetta e svampita, la classica ragazza popolare che cerca di farsi bella agli occhi del mondo, un personaggio un po' "gatta morta" ma adorabile, che sa essere una buona amica al momento giusto e poi lui... Yuji, anche se dovrebbe essere il "cattivo" terzo incomodo, che fa litigare i dolcetti non sono proprio riuscita ad odiarlo
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