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review 2017-09-05 12:20
Sabriel, Lirael & Abhorsen by Garth Nix

This seriously was and still is my favorite young adult fantasy trilogy! I have read it several times. I loved everything about this series, however, I wish each book was a trilogy that focused on the main character, like I would have loved more stories from Sabriel and Lirael. Companion novels are hit and miss, because you really get attached to characters and the next book is new characters!

So it should have been Sabriel 1-3 and then Lirael 1-3 (Abhorsen would have been part of the Lirael trilogy.) Heck Garth could have gave us a series based on each character. Let's say 7 books each? Is that good for everybody? Needless to say, I am a huge Garth Nix fan and love all the books I've read from him so far. It goes without saying that this trilogy gets a huge 5 star rating.

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review 2017-08-22 15:51
#56 - Crooked Kingdom by Leigh Bardugo
Crooked Kingdom: A Sequel to Six of Crows - Leigh Bardugo

I love books that surprise me and this one definitely did. 

 

If you do not know about this series, it is a duology that takes place in a fictional city called Ketterdam. This is the second book in the series and it was even better than the first one. It also takes place in the same world as The Grisha Trilogy. 

 

I do not know where to begin. I wanted to start my review with a quote, but there are so many amazing quotes in this book I just couldn't choose one. Everything was amazing; the characters, the atmosphere, the world created by the author, the writing, the plot, the pace, the cover, the... Everything. I was not disappointed by a single thing in this book. I just might add that some passages of the books were just a tiny bit too long and could have been shorter. But really, it is a teeny tiny detail!

 

The plot was great, easy to follow but full of unexpected developments. That is why the book surprised me, I could not predict what was going to happen and I loved that. Every time I thought I had figured out what Kaz was planning, something else happened. Such a mastermind! The other characters could not predict the events either and that was great to discover the plot at the same time that they did.

 

All the characters in this book are lovable. They are criminals, but good criminals I might say. All the people in the team have had an awful life and they deserve so much more. They did despicable things (to despicable people), but they also have a great heart and are always trying to help other people.  

 

Kaz is amazing, annoying as hell, but amazing. He sacrificed so much for his brother and his team, but I want to strangle him at how he behaves, man, just show your freaking feelings!! I understand why he doesn't, but hell it is frustrating. 

 

Inej is just one of my favorite character of all time. She is such a strong woman, or should I say young girl. It is difficult to imagine the fact that they are all so young. She knows she is good at what she does and she is not modest at all about it, and that is so great. Being proud of what you do should not be a bad thing and it is often pictures as so. I am glad there are characters like Inej who believe in themselves and are proud of what they can do without being pretentious (well, Inej is sometimes but in a funny way). 

 

Matthias is difficult to understand, he is conflicted about Nina because she is supposed to be his mortal enemy. But he loves her so much. Their relationship is amazing, it is so cute and they are hilarious together. Nina is also a badass fantastic female character! 

 

Wylan and Jesper well... Just the cutest as well! I love that we learned more about their background and their childhood. It was handled perfectly, discovering more about them helped discover more about the plot as well.

 

To conclude: what a ride! I definitely recommend this duology if you like YA fantasy, adventure and criminals who are actually the good people in the story.  

 

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review 2017-08-13 14:33
Nimal Kingdom - Ivano Mingotti

Voglio iniziare questa recensione ringraziando di cuore Ivano per avermi gentilmente contattata, proponendomi di leggere la sua nuova opera in cambio di un onesto commento.
Questo libro è stata una graditissima sorpresa, difficilmente infatti lo avrei scoperto e letto in quanto fin da subito mi è sembrato molto diverso dal mio genere e sopratutto dallo stile con cui avevo conosciuto l’autore. Di Ivano Mingotti avevo infatti letto parecchio tempo fa “Sotto un sole nero” che mi aveva conquistata, la storia era forte, intensa, disperata, viva e mi aveva colpito come un pugno nello stomaco guadagnandosi 5 stelline e un piccolo spazio nel mio cuore. Dopo tale esperienza anche solo l’idea di ritrovarmi l’autore alle prese con un romanzo come Nimal Kingdom era… bizzarra. Temevo di non riuscire ad apprezzare fino in fondo il libro e di rimanerne un po’ delusa essendo così diverso rispetto la mia precedente lettura. Ho spesso il vizio di “classificare” gli scrittori in base ai romanzi letti ed è anche il motivo principale per cui scrittrici come J.K Rowling per me saranno sempre scrittrici per bambini, poco importa la sfilza di romanzi per adulti scritti dopo, per me la Rowling rimarrà sempre la madre di Harry Potter e Ivano… beh per me prima di questo libro era sicuramente nella mia testa più conforme ad altri generi letterari e mai mi sarei aspettata di poter cambiare idea o addirittura trovare uno stile più ideale alla sua scrittura!
Nimal Kingdom ci porta ad esplorare una realtà quotidiana, in cui molti di noi si ritrovano a vivere, e lo fa attraverso gli occhi di Dino Ferrucci, un adolescente che vive nello sconosciuto (o quasi) paesino di San Gervasio, un paese che molti (compresa la sottoscritta) hanno visto solo grazie a Google Maps, il classico paese “delle fiabe” per gli sconosciuti ma per i suoi abitanti un luogo prigioniero di difetti, vizi e ipocrisie.
Dino descrive il suo modo di vivere e quello che lo circonda e lo fa con uno stile semplice, immediato e per nulla ricercato, conforme al suo modo di essere, Dino non è infatti un uomo colto o raffinato, un adulto che ha avuto modo di continuare gli studi, è bensì un ragazzino che gli studi li ha proprio mollati, che si lascia influenzare dal mondo che lo circonda e dallo “slang” del web e non si preoccupa di scrivere o parlare correttamente, si limita ad utilizzare un linguaggio che conosce, sfruttando espressioni molto terra terra e con questo stile tutto suo si rivolge direttamente al lettore consultandolo e confidandosi con lui, aprendosi senza la paura di essere giudicato in quanto a lui non importa, non vuole un aiuto, non cerca una parola gentile, gli importa solo sfogarsi, ignorando completamente chi si trova davanti, fregandosene di essere magari mal visto o compatito. Ci racconta senza filtri e peli sulla lingua la noiosa vita di provincia, una piccola provincia che agli occhi esterni può apparire fantastica e idilliaca, io stessa ho la fortuna/sfortuna di vivere in un paesino con due anime in croce e dimenticato pure da Dio e ho perso il conto di tutte le volte che mi sono sentita rivolgere dagli amici “cittadini” frasi come “Giada di sicuro lì si starà benissimo, non c’è inquinamento, tutti si vogliono bene e si conoscono, i negozi sono a portata di mano, se hai bisogno di aiuto basta bussare alla porta del vicino non come qui in città che non conosciamo neanche chi vive con noi…”, agli occhi del mondo paesini come il mio e come quello di Dino sono quasi luoghi di vacanza, mitici villaggi incantati in cui a quanto pare si pratica ancora il baratto, tutti vanno d’amore e d’accordo e si incontrano per mangiare insieme come ai vecchi tempi e in cui ognuno conosce vita, morte e miracolo del prossimo, insomma un luogo mistico e utopico che ahimè è tutt’altro che un paradiso e al contrario è spesso una gabbia, una prigione soffocante. Per Dino la vita è sempre più simile a una gabbia in cui lui si ritrova suo malgrado in catene e incapacitato a fuggire. Si ritrova vittima dell’ ipocrisia di un paese che continua a vivere giorno dopo giorno ignorando i propri problemi, il marcio che lo ha intaccato, un paese dove la chiesa è presente più che mai additando il prossimo con minacce di chissà che inferno se non si va a messa ogni domenica o si osa nominare il nome di Dio invano, dove a ogni angolo di strada si ritrovano bigotte troppo intente a preoccuparsi di quello che succede nella casa del vicino ignorando quello che succede nella propria, come la Madre, una donna che preferisce ascoltare le parole del parroco alla tv piuttosto che provare ad instaurare un dialogo con il figlio, piuttosto che chiedergli come sta o cosa vuole fare nella sua vita, con uomini ossessionati con il risparmio e troppo codardi per alzare la voce contro le ingiustizie come il Padre del protagonista che non osa contraddire la moglie e per risparmiare due soldi non ripara neanche una doccia, un paese marcio in cui sempre più giovani scappano per andare verso la grande città per cercare di avere un futuro o anche solo una speranza e per questo motivo vengono bollati come traditori, come se cercare un futuro fosse una colpa grave, come se allontanarsi dal paese che ti ha cresciuto fosse un tradimento. Una realtà ricca di razzismo, omofobia, xenofobia e ignoranza che plasmano la mente dei più e meno giovani costringendo ad accettare passivamente la propria condizione. Dino stesso è una vittima, un ragazzo che riesce a vedere il marcio che lo circonda, ironizza sentendosi a sua volta superiore eppure…. non riesce a fare nulla al riguardo, non prende mai in mano la propria vita per ribellarsi e fare qualcosa, si lamenta che da lui si lavora solo con il padre o si studia ma non prova ad inventarsi ad esempio un lavoro, un’alternativa, neanche ci prova, riesce solo a lamentarsi, piagnucolare lanciando accuse a destra e sinistra a chi lo circonda per poi ritornare strisciando verso la casa che tanto critica ma di cui non può fare a meno essendo nel bene e nel male il suo porto sicuro.
Il romanzo non ha una vera e propria trama ma è più la descrizione di uno spaccato di vita, il racconto di esperienze del protagonista, in altri casi sarei letteralmente impazzita per una cosa del genere, per me è infatti importantissimo avere una storia da seguire, un inizio e una fine (seppure non sempre ben definiti) e i romanzi che non ne hanno una li trovo spesso troppo dispersivi e pesanti da seguire, fortunatamente non è questo il caso e anzi, credo questa sua struttura sia un azzardo che ripaga il lettore, il non essere vincolato in uno “schema”, in una storia fissa e già programmata permette all’autore di sviscerare completamente le vicende narrate e di renderle più vive che mai ai nostri occhi. Lo stile di scrittura di Ivano è sicuramente migliorato nel tempo e si sposa perfettamente con questo genere, è uno stile fresco, frizzante e nella sua semplicità efficace, uno stile che fin dal primo istante colpisce il lettore e lo porta a continuare la lettura, nel bene e nel male, fino alla fine. L’idea di utilizzare nel testo il dialetto l’ho trovata azzeccata (nonostante abbia dovuto molestare mio zio come una provetta stalker per farmi “tradurre” alcune frasi) e riesce a rendere ancora più viva la storia e caratterizzare meglio i luoghi e i personaggi.
Sono rimasta inaspettatamente e piacevolmente colpita da Nimal Kingdom tanto da dare…. 4 stelline, vorrei arrotondare a 5 ma non mi pare il caso di viziare lo scrittore in quanto dopo questo mi aspetto grandi cose e non vedo l’ora di poter leggere qualcos’altro di questo “nuovo” Ivano
Ringrazio ancora l’autore per avermelo inviato e… che dire?
Mi sento di consigliarvelo senza problemi, sicuramente se siete sfigatelli provinciali come me vi ritroverete a sorridere per le avventure/disavventure di Dino e in caso contrario, se siete amici cittadini, forse potrete riscoprire una realtà a voi sconosciuta e smettere di vedere noi “santi” di paese come miracolati che vivono in un angolo di paradiso e finalmente capire che non siete gli unici a vivere circondati dal caos e dallo stress!

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