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review 2018-07-13 18:41
Zu viel Amore
Nie wieder Amore!: Roman - Tessa Hennig Nie wieder Amore!: Roman - Tessa Hennig

Moni guckt nicht schlecht, als Lena sich telefonisch bei ihr meldet. Lena ruft von Sizilien an, sie hat beim Aufräumen altes Filmmaterial gefunden auf dem Moni mit ihrer Jugendliebe Vincenzo zu sehen, wie Lena herrausgefunden hat ist Vincenzo am Leben und wohnt hier auf Sizilien. Moni dachte ihre Leben lang, dass Vincenzo tot sei; sofort macht sie sich mit ihrem Enkel Jan auf nach Sizilien zu Lena und ihrer Freundin. Dort klappern sie die Orangenbauern ab und legen sich am Ende sogar mit der Mafia an.

Der Schreibstil lässt sich einfach und locker lesen. Schnell ist man in der Geschichte drinnen und genießt den Duft der Orangenbäume und die Sonne auf der Haut.
So schnell sich einige Stellen lesen lassen, so ziehen sich andere in die Länge.

Moni verliebt sich schnell in die Insel und ich kann ihre Entscheidung da zu bleiben gut verstehen.
Das die Mafia eine Rolle spielen muss, nur weil das Buch in Italien bzw. auf Sizilien spielt, muss nicht sofort die Mafia eine Rolle spielen.

Das humorvolle Cover und der Klappentext versprechen ein Buch voller Humor, leider fand ich das Buch nicht sonderlich lustig. Mir gibt es persönlich ein wenig zu viel Amore und Happy Ends.

Es war mein erstes Buch von Tessa Hennig und ich glaube nicht, dass es noch mehr Bücher von ihr in mein Regal schaffen.
Eine nette Urlaubslektüre, aber empfehlen würde ich es nicht.

Ich habe das Buch von vorablesen bereitgestellt bekommen und bedanke mich herzlich dafür.

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review 2018-06-13 13:14
Elisir d'amore - Éric-Emmanuel Schmitt

Lo so, l’ha detto il mio amico Manga, che cominciare con un dunque virgola è villano. 

Dunque, nella mia rubrica telefonica c’è il gruppo “defunti”. Ci finiscono i noiosi e gli urticanti, i supponenti e gli imbecilli, gli indigesti tutti. È una nutrita comitiva, quella che popola l’area “defunti”. Quando uno di loro chiama risuona la Marcia funebre per una marionetta di Gounod. Il “Ciao!” seguito dal nome del telefonante è sostituito da un “Prooonto!?” prolungato, antipatico, con l’ultima “O” che sale verso l’acuto e gela l’atmosfera, sicché il clima da inverno jacuziano impedisce qualsivoglia dialogo.
Chi se ne frega, direte voi. E avete ragione. Tuttavia, (altra insolenza grammaticale) serve a introdurre il mio pensiero sull’Elisir d’amore o La fiera delle ovvietà, il cui incipit recita così:


“Louise, se sei in ascolto, buongiorno.
Se non lo sei, addio.
A seconda della reazione che avrai, questo messaggio costituirà l’inizio o la fine del nostro scambio epistolare.”
 

Al posto di Louise avrei cestinato la mail, e Adam sarebbe finito all’istante tra i “defunti”. Così, con un clic. Com’è semplice, in certi casi, liberarsi dei fastidi. 
Invece Louise ha risposto. 
Leggo. 
Mi deconcentro. 
Quanti baci avrà mangiato? Che curiosa coincidenza: Louise è il nome dell’autrice delle missive e Luisa quello dell’ideatrice dei famosi baci, che inizialmente aveva battezzato “cazzotti” (giuro) ed erano privi di messaggi d’amore. Di quelli è responsabile un certo Seneca (il futurista, non il filosofo). 
Rientro dalla digressione. 

(Louise) se l’amicizia è la tomba dell’amore, odio l’amicizia.
(Adam) solo la pelle separa l’amore dall’amicizia. Ed è sottile...
(Louise) Ti pare sottile? A me sembra una muraglia.


E allora, Adam si spertica a spiegare alla poveretta che mentre il corpo decade la mente si fortifica, e che l’amicizia è conseguenza logica di un amore vero. Tradimenti a parte, bien sûr.
Lei, che si sentirebbe umiliata dell’amicizia post-amore, replica che preferisce la suite della passione al monolocale dell’affetto.
E lui, l’Adamo senza O, la rimbrotta. Louiselouiselouise, vuoi tutto? Precipiterai nel buio dell’infelicità, ingorda e frustrata che sei. Se pretendi la perfezione, è meglio che rinunci a vivere!
Louise non ticchetta più, lui si turba e digita:

“mi tieni il muso?
Mi stai odiando?
Mi hai dimenticato?”


E mi sovviene quella vecchia pubblicità d’una nota compagnia telefonica: “Mi ami? Ma quanto mi ami? Mi pensi? Ma quanto mi pensi?” Di nuovo distratta. 
Mi riprendo. 
L’Adamo parigino invia altre due righe due pregandola di rispondere anche mezza parola, altrimenti vola da lei. Non serve. Arriva la mail di Louise: 625 parole acidine, astiosette. Ma che nostalgia, che furtive lacrime! Figurarsi! 
Lui di parole ne trasmette 400. Poi si torna alla parsimonia.


(Louise) Come te la passi? Raccontami le tue giornate. C’è un’altra donna? 
(Adam) Non una donna, alcune donne. Nessuna può sostituirti, Louise.



E penso a Nemorino:

Ah! te sola io vedo, io sento
giorno e notte e in ogni oggetto:
d’obbliarti in vano io tento,
il tuo viso ho sculto in petto.
Col cambiarsi qual tu fai,
può cambiarsi ogn’altro amor.
Ma non può, non può giammai
il primero uscir dal cor.


Louise scrive al suo ex-caro-tuttavia-amico che prima d’apprezzare certe cose ci si deve abituare. Il caffè, le sigarette, i broccoli, la solitudine. Per esempio.
Non sono ancora a metà. 
Scambi di confidenze sull’amore, sugli amori. Sulla psicanalisi. Su altro.
Sei geloso? Chiede lei. 

(Adam): detesto la gelosia e sarei furioso se mi scoprissi geloso.
(Louise): si può essere padroni di ciò che si pensa, ma mai di ciò che si sente.


S’infastidisce lui. S’infastidisce lei. E nemmeno io scherzo. 
Per fortuna è lettura di mezz’ora o poco più.
Forse quei baci avrebbero fatto meno danni se ingoiati con la loro carta argentata, ben sigillati, per impedire l’uscita dei famigerati bigliettini. Ché poi si prende spunto. Ahinoi.

Chiedo: scrivere questa roba, era indispensabile? Per aumentare il numero delle pagine, alcune contengono una sola riga scritta! Non è bello un libro fatto di niente e pagine bianche. 

Eric,
(se dell’)“Elisir di sì perfetta, 
di sì rara qualità, 
ne sapessi la ricetta, 
conoscessi chi ti
 (la) fa” (perdona, Felice, questa mia sfacciataggine)

basterebbe una goccetta
a rimuover l’ovvietà
e da storia noiosetta
otterresti una beltà.

P.S. Peccato. Di Schmitt avevo letto altri libri, leggeri ma non banali. Questo sa di filosofia da supermercato (con tutto il rispetto per i supermercati). 
Oppure sono io incapace di cogliere. Perché no.

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review 2017-08-03 11:47
"Se non si fa nulla di innaturale, la Natura trova il tempo adatto a tutte le cose."
High & Dry. Primo amore - Banana Yoshimoto,Gala Maria Follaco

Il secondo libro della Yoshimoto che leggo. Uno stile pulito, ordinato e unico. Divorato in un paio di giorni, compagno di tempo che doveva trascorrere velocemente ad ogni costo. Per questo l'ho trovato molto di compagnia; ritrovarsi improvvisamente in una candida mente adolescenziale mi ha davvero fatta sentire protetta e convinta. Non ho idea di cosa, di dove, di come, ma semplicemente così.

 

Recensione completa: High & Dry - Banana Yoshimoto - Recensione

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review 2017-06-28 22:52
Book Review For: Poly Amore by Desiree A. Cox
Poly Amore - Desiree A. Cox,Book Cover By Design,Kim Huther

'Poly Amore' by Desiree A. Cox is the story of Zander, Patty and Sara.
Sara sees Zander at her talking to her bartender friend Mitch one night. When Mitch ask her to attend one of his parties she quickly goes with her friend in hopes that Zander is there. Zander is there with his wife Patty. They are looking for someone to be an addition to their relationship as the last one had all basically agree that the relationship had run its course. Patty and Sara it off which opens them up to the Pollyanna relationship that they all want. This book does give each side of each person's story and feelings as they grow.
So If you have been looking for a book that opens a romance story for Pollyanna then this book is for you.
"My honest review is for a special copy I voluntarily read."
https://www.amazon.com/gp/profile/A2HX0B5ELOPP5Z?ie=UTF8&ref_=sv_ys_3
https://www.goodreads.com/user/show/1831318-sissy-s-romance-book-review-for-you
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Source: www.amazon.com/Poly-Amore-Desiree-Cox-ebook/dp/B01MG2HR9Z/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1498684549&sr=8-1&keywords=Poly+Amore+by+Desiree+A.+Cox
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review 2017-05-11 21:02
Non all'amore né alla notte
Non all'amore né alla notte - John Boyne, Roberta Zuppet

E' difficile commentare un libro come questo. Innanzitutto è bellissimo, pur lasciando l'amaro in bocca, è toccante ma anche duro.

 

L'autore con durezza mostra l'immensa idiozia della guerra e con delicatezza invece mostra la sofferenza di un uomo che non è accettato per quel che è.

 

E' difficile dimenticare Tristan, un giovane di 21 anni che dopo la Grande Guerra convive con le conseguenze che il conflitto ha lasciato in lui.

 

Purtroppo nel libro non c'è riscatto o comprensione o perdono; è un libro amaro e come accade spesso nella vita, non c'è un lieto fine.

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