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review 2017-09-30 18:35
Antisocial - Heidi Cullinan

Sono stata per mezz'ora ferma davanti al pc cercando di trovare le parole giuste per iniziare a parlare di questo libro ma ho fallito miseramente e di conseguenza credo mi lascerò andare un po' a uno sfogo libero per chiudere la questione. Ho scoperto l'esistenza di Antisocial grazie a un'amica fan dell'autrice, la classica fan pazza che legge ogni libro della Cullinan contando i giorni all'uscita del prossimo, conoscevo quindi il suo essere un po' di parte e che quando di solito mi chiama e dice "Questo libro è il migliore, l'autrice è un genio, Giada leggilo o sei una brutta persona" c'è sempre da aver paura e chiedersi se è veramente così bello come dice e mi sto perdendo un potenziale capolavoro o è il suo prosciutto davanti agli occhi a parlare per lei, solitamente non mi sarei presa la briga di buttarmi nella lettura di un libro in lingua, appena uscito e che probabilmente non verrà mai portato in Italia, un romanzo consigliato da una fangirl accanita ma in questo caso... si parlava di un tema a me completamente inedito, l'asessualità! Non avevo mai letto un libro con questo tema, non ho mai trovato un libro che avesse un personaggio asessuale, mi è capitato di leggere di bisessualità, omosessualità, transessualità ecc ma mai asessualità...era un nuovo mondo inesplorato e mi è bastato il suo "Ma guarda che il protagonista è asessuale" per convincermi e meno in due secondi lo avevo già inserito nel mio Kobo e iniziato. Avevo molte speranze, non proprio aspettative non sapendo cosa aspettarmi in questo nuovo mondo, solitamente i romanzi per riempire un po' i buchi inseriscono a caso scene di sesso o romance per intrattenere e non farti capire che la metà di quelle pagine è fuffa e tutto... funziona (almeno la maggior parte delle volte) mi chiedevo quindi come si poteva riempire ben 460 pagine, non pochissime, senza toccare il sesso, senza scene erotiche o presunte tali soprattutto se il romanzo in questione è ambientato in una scuola quindi con ragazzi con ormoni a palla e alle prese con la scoperta della loro sessualità e pronti a violentare pure una sedia. Avevo speranze enormi che si sono completamente... dissolte nell'aria quando alle 4 di questa mattina ho concluso la lettura con una smorfia sulla faccia e una confusione assurda in testa.
Il libro mi ha... diviso completamente a metà!
Una parte lo ha apprezzato, la scelta di inserire un personaggio asessuale è coraggiosissima, una scelta inusuale, che si discosta dai soliti cliché, ma difficile da gestire e posso dire che almeno in parte Heidi Cullinan è riuscita nell'intento non snaturando completamente il personaggio di Skylar ma rendendolo il più aperto possibile al lettore, per permettere di identificarsi con lui, con le sue paure e ansie, con il timore di non essere capito per la sua condizione e di rendere infelice il partner non provando in certi momenti importanti le stesse sensazioni di altri amici e compagni di scuola. Skylar è un bel personaggio e mi ha colpita, lo avevo giudicato un po' male all'inizio, il bello, buono come il pane e giustiziere della notte che aiuta lo sfigato invece è molto complesso, non dovendo solo portare il fardello di una asessualità che non riesce a comprendere e vivere fino in fondo ma anche un percorso di vita già scritto, con una famiglia insensibile ai suoi interessi, una madre assente e un padre padrone che ha deciso che diventerà un avvocato e che non si è mai fermato a chiedere al figlio cosa voglia nella vita, è un uomo che nel momento in cui vede suo figlio convinto e sicuro del suo nuovo progetto lavorativo, del suo nuovo futuro gli proibisce di attuarlo, minacciandolo senza pietà. Skylar è un ragazzo che soffre ed è chiuso in una gabbia dorata che hanno costruito ad arte per lui e solo grazie a Xander riesce a vedere quello che c'è oltre, a sperare in un futuro che appartiene a lui e a nessun altro. Xander è l'amore e la salvezza per Skylar. Il ragazzo sa cosa vuol dire soffrire, anche lui non ha un rapporto idilliaco con la madre, anche se non ai livello di Skylar, è un giovane che non ama il contatto umano, è stato troppo spesso ferito dal mondo circostante e si è reso conto che stando da soli, circondati solo da 2-3 amici fidati, si può stare bene ed evitarsi problemi inutili. Mi sono sentita fin da subito coinvolta nella sua vita essendo io stessa un po' una antisociale, non a livelli di Xander ed evitando i contatti anche con i social network, ma io stessa preferisco di gran lunga evitare gli esseri umani che respirano (e talvolta anche quelli che NON respirano). È un ragazzo un po' scorbutico ma molto dolce, che nonostante questo suo desiderio di rimanere da solo, sotto sotto desidera essere amato e accettato tanto da permettere al ragazzo di sconvolgere il suo mondo facendogli fare esperienze che da solo non avrebbe mai fatto, a sognare di far diventare la sua arte un lavoro.
L'interazione tra i due è dolcissima e i momenti insieme mi hanno scaldato il cuore, c'è amore e delicatezza in ogni scena, voglia di contatto e conforto e la mancanza del lato più sessuale della vicenda non si fa rimpiangere dimostrando che non serve tirare fuori un pene per far andare in brodo di giuggiole il lettore.
Tutto poteva essere perfetto ma si rovina completamente. Il libro conta ben 460 pagine, di solito non mi lamento non essendo una che conta le pagine ma che anzi... non ne ha mai abbastanza ma in questo caso tutte quelle pagine si sentono.
Fino a quando la storia si focalizza su Skylar e Xander tutto fila liscio come l'olio, il racconto ti acchiappa e spinge a continuare peccato che in molti momenti ci si sposta su altro, ritrovando i personaggi ad interagire in scenette inutili con gli amici ad esempio, scene che in altri libri avrebbero dato un senso per costruire un mondo a parte in cui far muovere i due protagonisti ma che qui servono soltanto ad appesantire il racconto senza aggiungere nulla di importante ma anzi smorzando qualsiasi entusiasmo, stesso discorso per le varie citazioni ad anime e manga, da fan mi aspettavo di apprezzarle di più ma tutto è portato all'eccesso. È stato come andare a casa di amici appena sposati e sentirmi dire "Ehi Giada, è vero che ti piacciono gli album di foto?" "Ehm... si?" "Perfetto! Lo sai che abbiamo 20 album da farti vedere?!" Bene... una attività che parte con le migliori intenzioni amando io gli album fotografici, peccato che al primo album posso essere sorridente ed entusiasta, al secondo solo più felice e al terzo... beh.... non potrei fare altro che sperare di tagliami un dito con la carta per correre all'ospedale e con la scusa allontanarmi a gambe levate dalla casa dei due pazzi amanti delle foto. Qui è la stessa cosa, alle prime citazioni ero entusiasta, poi ero felice e infine... saltavo quasi le pagine... una cosa non proprio raccomandabile in un romanzo che dovrebbe intrattenere e non annoiare a morte. Purtroppo la storia a mio avviso si è rovinata con le sue mani, il desiderio di creare un mondo in cui inserire le passioni di Xander e Skylar è venuto meno allungando all'invero simile tutta la storia con scene inutili e sempre uguali che mi hanno fatto costantemente rallentare. Le vicende interessanti e utili per comprendere la storia d'amore e di vita dei ragazzi sono circondate e affossate da quelle inutili e inserite solo per dare maggiore spessore al romanzo, non mi piace dirlo ma sono convintissima che se fosse stato ridotto della metà, anche solo a 200 pagine, sarebbe stato uno dei miei libri preferiti e invece no. Dal 70% in poi ho rallentato e sono stata ferma per giorni nella lettura e mi sono sforzata mentalmente e fisicamente per non lasciare il libro definitivamente e non è certo bastato quel 10% del finale a farmi ritornare il sorriso sulla bocca e anche quel lieto fine così romantico e perfetto, così artistico e in linea con Xander, non mi ha ridato il sorriso. Mi sento quasi in colpa perché ho notato che molti lo hanno amato e apprezzato proprio per tutte le scene aggiuntive, per tutti i riferimenti, per tutte quelle pagine che per me dovevano essere cestinate. Non so neanche come valutarlo, ho dato tre stelline facendo prevalere la "Giada cattiva" ma non sono comunque convinta della mia valutazione perché sento che da una parte sono poche, la storia d'amore e amicizia dei due giovani funziona bene, i personaggi funzionano, lo stile è perfetto e artistico al punto giusto sposandosi con la personalità di Xander e meriterebbe se non cinque almeno quattro stelle ma proprio non ci riesco, quella sensazione di gelo a fine lettura e di delusione mi ha bloccato. Non capisco se è il momento sbagliato o se proprio il romanzo ha fallito, almeno nel mio caso. Non mi sento di sconsigliarlo perché non è male ma allo stesso tempo mi sentirei in colpa a consigliarlo per paura che qualcuno si ritrovi a trascinarsi stancamente tra le pagine proprio come ho fatto io, che per giorni non sono andata avanti per... noia... e senza il desiderio di scoprire il finale. Non mi sento quindi né di consigliarlo né di sconsigliarlo. Se siete incuriositi di scoprire un bel personaggio che deve convivere con la sua asessualità potete forse dargli un'occasione in quanto l'autrice è riuscita a descrivere Skylar nei suoi pregi e difetti alla perfezione. Se cercate invece qualcosa di più, di ritrovarvi incollati fino alla fine, di trovare momenti super romantici o scenette un po' piccanti o divertenti, girate pure al largo essendo un romanzo da leggere con la giusta concentrazione e più orientati verso il lato psicologico che romance. Nel mio caso è stata una mezza delusione e anche nel caso venga tradotto non so se lo rileggerò. Al momento è un no e non so se avrò mai occasione di rileggerlo per rifarmi una nuova idea, per ora decisamente no.

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review 2017-08-02 22:58
The Truth about Riley - Henrietta Clarke

Questo romanzo per me è stata una delusione totale. Mi è capitato tra le mani durante una delle mie solite ricerche su Goodreads e dalla trama sembrava perfetto per me. La storia di un uomo sfigurato e tormentato, diviso tra il desiderio di conoscere di persona l'uomo di cui si è innamorato (che ha conosciuto tramite il semplice contatto telefonico) e la paura di essere rifiutato e ferito, una storia che aveva tutto il potenziale per essere dolce, intensa, romantica, drammatica... aveva tutte le carte in regola per spingere a riflessioni profonde su cosa sia davvero la bellezza, su come le persone troppo spesso siano spinte a giudicare dalla facciata senza provare minimamente a conoscere gli altri, facendosi guidare dai pregiudizi e dall'ignoranza... poteva essere una storia intrigante come poche ed è proprio questa convinzione che mi ha spinta ad iniziare la lettura in lingua originale (non essendo stato tradotto in italiano) e.... ci sono rimasta malissimo!

Riley è il protagonista, un personaggio che ha sofferto nella vita, le cicatrici che porta sul volto e lo
sfigurano sono per lui motivo di vergogna, di paura, quei segni lo spingono a non credere di meritare una relazione, di non poterne avere una per lo stupido timore di essere rifiutato, mi sarei aspettata dalla descrizione di ritrovarmi emotivamente legata a lui, di sentire alcune sue esperienze negative, di scoprire in che modo è rimasto sfigurato e come sia stato ferito dal mondo che lo circonda, di soffrire con lui ed emozionarmi e invece... nulla. Posso capire la scelta di non trasformare la storia in un dramma, una tragedia di sangue e lacrime, il voler rendere il tutto più soft per venire incontro ai lettori più sensibili ma avrei voluto vedere QUALCOSA. Il personaggio nonostante i problemi non mi ha minimamente coinvolto neanche una volta, non ho sentito un legame emotivo con lui e di fatto il suo disagio compare solo ed esclusivamente all'inizio come presentazione e a metà libro per portare avanti la storia e spingere il lettore a continuare la lettura e scoprire come e quando i due innamorati si incontreranno e cosa farà Cameron vedendo la faccia del fidanzato e... stop... non ci sono riflessioni, non ci sono spunti interessanti, non c'è nulla. Riley mi è sembrato fin troppo vuoto, così come la storia. La vicenda per come è sviluppata non ha il minimo spessore e tutto si riduce a una semplice fan fiction. Un ragazzo sfigurato trova il numero di telefono su un volantino dedicato a quello che sembra essere un servizio di sex phone, decide di chiamare, litiga con il ragazzo dall'altro capo del telefono che si è ritrovato sommerso da chiamate di potenziali maniaci per colpa del suo ex fidanzato che ha avuto la brillante idea di vendicarsi stampando volantini con il suo numero promettendo sesso bollente al telefono, per oscuri motivi dopo essersi dati a vicenda dello stronzo e della puttana decidono di sentirsi ancora (perché?!), si chiamano, si innamorano e da lì momento palloso e che si ripete in loop fino alla fine
"Riley ti amo, voglio incontrarti"
"No Cam, non me la sento"
"Ti prego incontriamoci"
"No, non me la sento"
"Ma daiiiii"
"Ma nooooo"
Si poteva evitare? Si! Soprattutto considerando che a metà libro Cameron scopre l'identità di Riley e invece di dirgli "Riley, so che odi la tua faccia e anche il perché ma io ti amo e non scapperò come un pazzo, mi sono innamorato di te come persona e potresti anche essere senza braccia, mani e gambe e ti amerei lo stesso!!" preferisce aspettare che sia lui a decidersi continuando ad insistere per un appuntamento in modo passivo aggressivo e rompendo le scatole al fidanzato e al lettore, se sommiamo il fatto che Cameron addirittura ha incontrato la madre di Riley e quest'ultima poteva sbloccare la situazione vista l'imbecillità dei due protagonisti beh... metà libro si poteva benissimo tagliare e nessuno avrebbe sofferto. Questa storia poteva ridursi a una novella e sarebbe stata gradevole ed interessante, mi sarei lamentata per la brevità come mio solito ma avrei apprezzato sicuramente di più il non sviluppo.
La storia ha il pregio di essere scorrevole ma non è altri che una fan fiction e lo si capisce fin da subito a partire da come si innamorano i due ragazzi. Non ci sono momenti coinvolgenti, confessioni intime e delicate, scambi di opinioni contrastanti, litigi e chiarimenti, semplicemente conversazioni telefoniche... brutte. L'escamotage del "innamoriamoci tramite messaggi/chiamate/email anche senza esserci mai visti" è diventato ormai di moda soprattutto con l'avvento di Wattpad e siti simili che si prestano a questa struttura narrativa non volendoci un genio per mettere insieme conversazioni e potendo così spesso evitare parti descrittive troppo lunghe o complicate da inserire per aspiranti "scrittori" che a malapena azzeccano il congiuntivo, di fatto può essere una buona idea indolore se sviluppata bene il problema è che per svilupparla nel modo corretto bisogna almeno avere la giusta abilità, riuscire a creare conversazioni REALISTICHE, le classiche conversazioni che chiunque potrebbe avere nella vita reale per rendere la storia non solo scorrevole ma anche verosimile, questo permette di conoscere i personaggi anche senza descrizioni accurate di scene ed eventi presenti e passati, di empatizzare meglio con i protagonisti che viste le conversazioni sembrano persone in carne ed ossa, amici della porta accanto, questa struttura permette quindi di emozionarsi insieme ai protagonisti e di sentirsi chiamati in causa, quasi a diventare protagonisti a propria volta, peccato che ci voglia almeno la capacità di crearle queste conversazioni e qui purtroppo questa abilità manca completamente. Tralasciando il motivo per cui due che si sono insultati dovrebbero decidere di risentirsi, cosa assurda ma... ok, siamo in un romanzo e non deve filare il tutto per forza, le conversazioni che ci vengono presentate sono vuote e sterili, nella prima Cameron non esita a raccontare i fatti suoi a uno sconosciuto raccontando come si è mollato, il perché e tutti i suoi problemi esistenziali senza preoccuparsi del fatto che quello che ha chiamato potrebbe essere un serial killer omicida o uno che vuole svaligiargli la casa e scoprire le sue abitudini, nella seconda conversazione assistiamo già al passaggio da sconosciuti ad amiconi/fratelli con tanto di confessioni sul primo bacio e battutine da flirt seguita ovviamente dalla terza in cui già i due sembrano cotti a puntino. Considerando che il romanzo ha più di 500 pagine e metà libro come precedentemente accennato è un tira e molla si poteva a questo punto dilatare un po' il tempo e farli innamorare piano piano, permettendo al lettore almeno di CAPIRE il perché i due si piacciono, possiamo capire il perché Riley si senta attratto da Cam, alla fine Cameron è il primo ragazzo che dopo tanto tempo lo tratta come un essere umano, scherza con lui, si sente al sicuro ed diventato ormai un amico prezioso, una persona importante che c'è sempre per una parola buona e permette di riempire il vuoto che sente dentro...ma Cam? Perché e come si innamora? Non si capisce! Così come non ha un senso la sua non reazione alla scoperta della vera identità di Riley. Quando si accorge che il "fidanzato" è il ragazzo che gli capita spesso di incontrare e a cui ha fatto una smorfia/sorriso pietoso la prima volta che si sono visti in un
Caffè non fa NULLA, non ha un momento di ansia, panico dicendo "OMG non me lo sarei mai aspettato" reagisce come se nulla fosse e anzi ci rimane male perché Riley non ha avuto il coraggio di avere un primo appuntamento con lui ignorando il suo dramma.... tutto questo è assolutamente ridicolo e manda a quel paese qualsiasi parvenza di normalità in quanto anche nella vita reale dubito che una persona di fronte a una notizia del genere non si preoccupi almeno un po' o interroghi sulla questione. Insomma tutto si riduce a una commediola un po' romantica, un po' piccante per due/tre scenette tra sesso telefonico e non, e ahimè nulla più. Il protagonista potrebbe benissimo essere cieco, sordo, muto e la cosa non cambierebbe, non sarebbe certamente più coinvolgente, se non ci venisse ricordato ogni minuto dalla seconda metà del libro secondo che è sfigurato neanche ce ne ricorderemmo visto che la cosa non sembra avere un vero impatto sulla storia e le conversazioni tra i due, sarebbe stato meglio magari mettere all'altro capo del telefono un uomo fissato con l'estetica, il classico bello e impossibile che ti guarda male anche solo per un brufolo sul naso e mostrare il cambiamento dell'uomo, come le conversazioni con uno sconosciuto siano riuscite a farlo maturare e cambiare nel profondo, in questo modo la paura di Riley avrebbe almeno trovato una giustificazione invece neanche questa soddisfazione ci viene data. Cameron è la classica persona adorabile che probabilmente non guarderebbe male neanche il kraken o un serial killer con una motosega in mano e Riley fa l'ansioso giusto per scassare le scatole e allungare la broda. In definitiva per me è un grande no... ho deciso di dargli ugualmente tre stelline apprezzando l'idea e il fatto che sia così scorrevole da avermelo fatto finire in meno di 48 ore, cosa assai rara considerando la mia lentezza a leggere i libri in inglese ma per il resto non mi sento di consigliarlo a nessuno, se cercate riflessioni non ci sono, se volete un senso non c'è, ci sono storie più intense, coinvolgenti ed emozionanti e questa è troppo fan fiction style e di fan fiction è pieno il web e sono pure GRATIS, di questa storia mi rimarrà il vuoto cosmico e soprattutto il dubbio sul vero finale in quanto il sequel era previsto per il 2014 ma ad oggi, 2 agosto 2017, non vi la minima ombra e la scrittrice se non fosse per due racconti inseriti in due raccolte M/M sembra essere stata rapita dagli alieni, un ulteriore danno oltre la beffa vista la scritta/promessa a fine libro
Nota personale: Care autrici, autopubblicate e non, MAI scrivere a fine romanzo "Leggerete il sequel nel anno 2***" perchè è una cafonata e una mancanza di rispetto per il lettore se la promessa non è mantenuta come in questo caso!!

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review 2017-07-28 22:47
Torikago syndrome: 2 - Akaza Samamiya,R. Tiberi

 

E rieccomi qui a fare la voce fuori dal coro. Questa cosa sinceramente la ODIO profondamente. Nonostante ami avere una mia opinione personale e gongoli anche interiormente (ed esteriormente con un bella danza di Snoopy) a sapere di essere in grado di non uniformarmi per forza alla massa come una capra ed elogiare qualcosa solo perché bella, interessante, fighissima, new age, petalosa per il 99% del mondo mi... irrita, perchè puntualmente mi ritrovo circondata da persone che mi rinfacciano "Ma come? L'opera è meravigliosa, sei tu che non l'hai capita" ed è proprio questo che di sicuro succederà con Torikago Syndrome, un manga di due volumi arrivato anche in Italia grazie alla santa J-Pop che a quanto pare è stato apprezzato dal mondo intero ma... non da me. Quando ho scoperto questo manga sono rimasta molto colpita, la copertina ha catturato subito la mia vista spiccando tra l'elenco infinito di consigli di lettura/acquisto di santo Amazon, la trama mi aveva fatto non poco gola tanto che ero pronta a sfoderare la mia sacra postepay e ordinare il tutto, fortunatamente la mia povertà post shopping impulsivo è riuscita a obbligarmi a leggerlo in inglese (benedette scan) e soprattutto impedirmi di buttare letteralmente i miei soldi dalla finestra (o meglio dalla carta) evitandomi così una delusione totale ma... vediamo insieme il perchè.

Come detto tutto era perfetto, la trama sembrava interessante, chi non amerebbe un pizzico di shonen ai, mistery, psicologico, drama?! Tutti dovrebbero amare questo mix se solo fosse presente in questo libro! Tralasciando infatti la copertina stupenda e i disegni realizzati ad arte e con uno stile che mi ha quasi (e sottolineo il quasi) fatto apprezzare l'opera ... tutto il resto e un bel NO!

Nonostante la trama tutto si perde inesorabilmente diventando un minestrone WTF!

Troviamo il nostro eroe Tsugumi, un ragazzetto che ha perso i suoi genitori e per anni è stato costretto a vivere in orfanotrofio. Il povero piccolo è sempre stato vittima di bullismo dovuto soprattutto ai suoi occhi rossi (poco inquietanti) fortunatamente non è mai stato solo in quanto una figura caritatevole ha sempre vegliato su di lui, come un angelo custode, un uomo soprannominato Papà Gambalunga (ispirazione/omaggio al famoso romanzo omonimo di Jean Webster) che ha sempre aiutato il giovane senza però fare scoprire il proprio nome e identità, il baldo giovine pensa bene di seguire il consiglio dell'amato "padre adottivo" e andare nella scuola di un amico di quest'ultimo per poter continuare gli studi. Perfetto no? E infatti no perché tra tutte le scuole finisce nella peggiore o meglio... nella migliore in base ai punti di vista. Questa scuola infatti agli occhi di un essere umano dotato anche di un solo neurone è PERFETTA, avete presente le fantastiche ore di autogestione in cui potevate fare bordello e nessun professore era autorizzato a prendervi a mazzate? In cui i prof vi guardavano con odio mentre spadroneggiavate bruciando (o quasi) i banchi e spacciando merendine? Moltiplicate quella sensazione di onnipotenza per 100, in quanto in questa scuola c'è autogestione SEMPRE, gli studenti non hanno regole, potrebbero vestirsi da clown e nessuno direbbe nulla, potrebbero girare nudi e nessuno direbbe nulla, i professori sono al pari di sassi e sono gli unici ad avere regole o almeno una regola soltanto, non entrare nei dormitori! PARADISO no? E infatti no perché gli esseri umani hanno il bisogno istintivo di rovinarsi la vita, prendete un gregge di umani, metteteli in un prato gigante, senza costrizioni, con al suo interno solo un piccolo recinto chiuso un metro per un metro e cosa faranno mai gli umani? Rimarranno nel prato magico godendosi le passeggiate? Si sdraieranno sul grande prato verde? Ma ovviamente no, troppo mainstream! Gli esseri umani si ammasseranno nel recinto, ignorando completamente il prato e la libertà! E infatti gli studenti di questa scuola hanno il QI – 100, a quanto pare annoiati dalla possibilità di vivere in pace e armonia con il cosmo non dovendo neanche obbedire ai genitori padroni hanno pensato bene di sottostare alle regole di un mini Hitler, nel mondo perfetto di Torikago Syndrome un tizio arriva e dice "Io sono il re e ora vi darò delle regole che voi dovrete rispettare per vincere un gioco e guadagnare una libertà che già avete" i geni, invece di bullizzarlo brutalmente disegnandogli degli imbarazzanti baffetti neri sul labbro pensano bene di giocare ed è da lì che la scuola senza regole diventa la scuola con le regole. Tsugumi scoprirà infatti che c'è un Pinco Pallo che si fa chiamare re e decide chi vive o chi muore ehm... magari...sarebbe stato molto hunger game/battle royal/epico... decide semplicemente di dare compiti wft agli studenti, come quello di bruciare i compiti in classe... dando loro un punteggio così da salire in classifica e forse vincere una libertà molto.... boh...PERCHÈ?? Why? Quale criceto drogato poteva pensare anche solo una cosa del genere? Ok dai, l'idea in se può andare, non siamo nella vita reale e ci sta, ma come viene sviluppata la questione non ha senso, ok, nel secondo volume entriamo più nel vivo capendo come è nata, perché ecc ma rimane comunque senza senso perché cioè che non manca è ironicamente la libertà in questo manga chiunque è in grado di scappare da questa "società" non succede nulla, chiunque può dire "No" il motivo per cui tutti partecipano è perché è un po' una moda (vero fidget spinner del demonio?) o come il protagonista semplicemente non si hanno i soldi o il cervello per comprare due lenti a contatto colorate per nascondere degli occhi inquietanti invece di usare gli occhiali (super vietati dal re malvagio!!) avrei voluto vedere magari un motivo più profondo per partecipare, magari il cattivo poteva essere il super malvagio preside che impedisce agli studenti di comunicare con il mondo esterno invece ste geni possono anche inviare lettere a casa e ricevere lettere... quindi... possono dire "Fanculo questa scuola io vado a fare lo spazzino" e andarsene... viene così meno tutto il dramma che si dovrebbe per me vivere in un manga pseudo distopico, in un mondo oscuro in cui bisogna sottomettersi a regole folli... se tu mi togli il dramma, il dolore, l'immedesimazione nel tormento di questi ragazzi e di questo gioco mi rimane il nulla. Questo manga doveva giocare molto sulla psicologia, tratteggiarmi i caratteri dei ragazzi, mostrarmi il perché il gioco per loro è così importante, possiamo in parte comprendere un pochetto la motivazione banalissima e scontatissima del protagonista di avere la sua libertà senza gabbie e bla bla bla ma gli altri? Amici cari cosa vi spinge a non dare fuoco al "Re"? Non amo particolarmente la violenza ma quando ci vuole... io rido e ironizzo ma se in un manga in cui dovrei almeno riflettere sul concetto di libertà e prigionia, su come gli esseri umani riescano a rinchiudersi in prigioni mentali ogni giorno senza motivo e non c'è niente, è preoccupante, per riflettere almeno ci deve essere un input ci deve essere qualcosa che mi spinge a pensare "Dai protagonista, devi vincere" anche nel momento in cui Pinco Pallo con gli occhi rossi dice "Dimmi come faccio a diventare il nuovo re?!" mi veniva solo da ridere pensando "Imbecille, invece di detronizzare il Joffrey tarocco di GOT dimostra agli studenti che puoi vivere senza seguire le sue regole, così loro vedranno che sei già libero e ti seguiranno!! Fai il novello Gesù! Cosa gli dai corda?!" Non ho parole. Manca di struttura non solo nella storia ma anche nella struttura generale dei volumi, ci sono due volumi e sviluppati malissimo, il primo di fatto è il nulla, la presentazione fuffa che ci dice poco o niente e cerca di farci provare emozioni facendo litigare il protagonista e il suo nuovo amichetto che.... forse è l'unico con un minimo di contenuto... ma neanche... litigio che avviene in modo frettoloso, amicizia che nasce e muore di colpo e senza un che, tanto per cambiare e basta! Si strizza l'occhio allo shonen ai? Ma dove?! Si potrebbe fangirleggiare su Tsugumi e Licht ma se i due non hanno caratterizzazione e quel poco e fuffa, tanto vale shippare il mouse e la tastiera del pc, hanno lo stesso calore, almeno potevano metterci un bacetto! Lo hanno messo/censurato/fatto immaginare anche in Yuri!!! On Ice che neanche ha il tag shonen ai... si vede che il tag lo hanno voluto mettere a forza per strizzare l'occhio alle fujoshi che spero se la siano presa vista la fregatura colossale! Quindi il primo volume è zero e il secondo, è tutto quello che non è il primo, rendendosi conto che ormai il tempo stringeva hanno buttato tutto dentro senza lasciare fiato (e non in modo positivo, quella mancanza di fiato da suspence/ammirazione/è la cosa più epica che abbia mai letto), i capitoli importanti sono i due capitoli finali... e il capitolo finale e il più rapido possibile, correndo peggio della sottoscritta durante il 3X2 sui videogame! Si poteva fare di più, magari 3 volumi, uno di introduzione, il secondo di analisi e il terzo di conclusione con sviluppo adeguato dei personaggi e della loro psicologia, magari amicizia e non "Ma si aiutiamoci e diventa il mio BFF" "Ok <3" e tre pagine dopo "Buu sei cattivo, amico di Licht non ti voglio più, sei passato di livello mentre io sono rimasto un noob" "T___________T amichetto è tutta colpa mia" e dramma trash e piagnucolii per niente coinvolgenti e solo divertenti per la malvagia creatura che c'è in me. Insomma, mi rendo conto di aver sclerato e detto forse tutto e niente ma mi rompe le scatole spoilerare troppo perché forse cercare almeno di dare un senso al no sense è l'unica motivazione per leggere questo manga, ho visto molte recensione positive, persone che elogiano l'inquietudine e il senso di claustrofobia che provoca l'essere rinchiusi alla mercé del Joffrey dei poveri ma io tutto questo senso non l'ho percepito... e sono quella che è impazzita leggendo Bunker Diary!! E che è impazzita ancora di più smettendo di leggere Battle Royal perché viene ucciso un gatto... sono una persona che si agita facilmente e se questo manga non mi ha dato nulla un motivo c'è. Non dico che bisognava trasformarlo in un fight club o qualcosa di troppo violento ma si poteva giocare sulla violenza più psicologica, quella che ci distrugge e ci rende prigionieri, noi esseri umani siamo gli unici essere viventi che sono riusciti a rovinarsi la vita da soli in mille modi diversi e non solo costruendo armi mortali che ci stermineranno in un decimo di secondo, riusciamo a dare il peggio di noi fissandoci su cose stupide e rinchiudendoci nel famoso recinto un metro per un metro nel grande prato verde della vita, si poteva giocare su questo, mostrare la stupidità e follia di seguire certi "giochi" si poteva inserire temi più gravi mostrare la società corrotta e senza regole, mostrare come in una società non ci sia posto per l'uguaglianza totale ma che ci sarà sempre qualcuno che si metterà sopra per dominare e corrompere gli animi, creare e portare il caos, si poteva giocare molto con questa cosa, fare più punti di vista, 3-4 volumi, mostrare la fragilità dei ragazzi e le loro forze che potevano liberarli ma che non hanno mai usato perché ciechi e in gabbia... tante ma tante cose, nonostante le parole positive che ho sentito per me è un grande no. Se ne avrò l'occasione sicuramente lo rileggerò in italiano per chiudere il cerchio e poter mettere un masso sopra quest'opera, di sicuro non andrò di mia spontanea volontà a comprare i volumi come avrei sicuramente fatto. Sono contentissima di averlo letto in inglese senza spendere perché di certo la mia recensione sarebbe stata in quel caso molto meno "divertente" e molto più hulkeggiante con

tanto di falò ai due volumi (altro che il banale falò ai compiti in classe come avviene nel libro!!) In definitiva non mi sento affatto di consigliarlo, per chi cerca la suspence non c'è, lo shonen ai... meno che mai, il mistero... ma anche no e la psicologia... oh oh oh, seriamente, passate oltre che c'è sicuramente di meglio! Dono 3 stelline al secondo capitolo, rispetto alle due del primo solo perché almeno il secondo cerca di dare un senso alla storia per il resto, rimane un grande no!

 

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review 2017-07-02 23:09
Special Needs: The Complete Story - K.A. Merikan

Ed è dopo più di un mese che FINALMENTE ho concluso la lettura della duologia Special Needs e ancora... non so che dire!!! Mi sono messa qui ora, dopo aver appena letto l'ultima pagina, e sto facendo non poca fatica a riordinare i pensieri per descrivere un libro che mi ha stregato e tenuto compagnia per così tanto tempo. Mi sembra ieri quando ho avuto la brillante idea di caricarlo sull'Iphone e pensare "Ma si... alla fine sono solo 757 pagine in inglese... che sarà mai? Le finirò in una settimana. Non ho voglia di metterlo sul Kobo, lo leggerò dallo schermo dell'Iphone rischiando di diventare cieca per colpa della retroilluminazione! Che sarà mai?!" ed è così che ridendo e scherzando... è iniziato il delirio fatto di risate, scleri contro il povero Iphone, ricerche sul web e sul dizionario e... chi più ne ha più ne metta! Un piccolo viaggio che nonostante tutto rifarei altre mille volte questo perché Special Needs è una storia che DEVE essere letta assolutamente da tutti gli amanti del genere M/M, le due autrici (che scrivono sotto lo pseudonimo K.A. Merikan) sono riuscite a fare un lavoro magistrale e creare un libro che non è solo erotico ma riesce a mixare senza problemi anche altri genere senza mai perdere la sua forma. Questo libro è folle, simpaticissimo, ricco di spunti di riflessioni, dolce e romantico, il che lo rende perfetto per tutti i palati. Fin da subito mi sono ritrovata immersa nell'atmosfera molto atipica e alle prese con due personaggi... che definire bizzarri... e dir poco. Ci ritroviamo in un hotel a tema, utilizzato per lo più dalle coppiette e pieno di stanze che spaziano dal bizzarro all'erotico e se già questo non basta a mettere un po' di pepe ci pensano subito i due protagonisti che fin dalla prima comparsa erano già diventati due "fratelli" per me. Troviamo Ryan, un ragazzo disabile con i capelli blu, tatuato e... parecchio timido.. ma non abbastanza da non avere un sito web fetish e gestire un "porno" hotel a tema, Ryan è un tesoro, un ragazzo che non si piega troppo agli stereotipi del povero disabile che piagnucola e si lamenta della sua sorte, è un peperino con la lingua lunga e che nonostante tutto riesce a sembrare una papera imbranata, questo suo dualismo, da una parte tigrotto e dall'altra anatroccolo sfigatello mi ha fatto impazzire, ho passato metà del libro a ridere e l'altra metà a desiderare di coccolarlo ma... non è stato lui quello che mi ha rubato il cuore bensì il suo fidanzato Liam... ahhhh LIAM! Che dire di Liam? Liam è la rappresentazione dell'amore, il fidanzato perfetto. All'inizio ci viene presentato un po' come un playboy, tanto da essere stato licenziato dal suo vecchio posto di lavoro per essere andato a letto con il capo, vizio che a quanto pare lo perseguita, ero già quindi pronta con i miei "Ecco, ci risiamo, ora lui farà il maschio alpha e l'altro povero dovrà rimanere muto e subire abusi" e invece no.. perché è vero che il nostro Liam è un po' un pervertito/maniaco ma è anche ADORABILE, è buffissimo e simpatico, il classico ragazzo che riesce a far sorridere anche la persona più incazzosa e triste del mondo, è leale e sincero (tranne per qualche piccolo dettaglio trascurabile) e nonostante tutto fin da subito si comporta come un vero amico nei confronti di Ryan. Non si fa problemi per la condizione del ragazzo e anzi... cerca di aiutarlo come può, farlo sentire amato e normale e addirittura in un primo momento cerca di rimediargli un ragazzo (con il doppio fine di levarsi la crush dalla testa ma.... è comunque ammirevole come gesto) 
Ho amato Liam, è il ragazzo perfetto che tutti vorrebbero avere. Quando si innamora infatti di Ryan non diventa un mostro ossessivo alla Christian Grey/Hardin, non è il classico tipo che prende a botte chiunque guardi il fidanzato o osi respirare la sua aria, è si gelosetto dell'amato ma con il giusto livello e non arriverà mai a spaccare la faccia a nessuno per aver condiviso la stanza con il partner e già questo lo fa salire in classifica ma non è l'unico pregio, Liam si fa in quattro per aiutare il compagno e anche se commette umanamente degli errori (tutti li fanno per amore) è sempre pronto a salvare il suo Ryan, è dolce e romantico e all'occorrenza sa tirare fuori il suo lato kinky che lo rendono irresistibile ai miei occhi. Liam è sicuramente il prototipo di ragazzo che mi piacerebbe avere accanto anche solo come amico, con la sua spontaneità e follia non ci si annoia mai con lui!
I due protagonisti sono quindi... incantevoli e si completano a vicenda non solo nei pregi ma anche nei vizi e difetti.
Le autrici sono riuscite a delineare personaggi realistici e unici, che colpiscono il lettore e lo fanno innamorare. Non si sono però limitate solo ai due piccioncini, hanno creato anche dei co-protagonisti ugualmente irresistibili. Impossibile non amare infatti il pazzo Matt, porno divo amico di Liam, Rufio caretaker dal cuore di panna, un po' verginello e imbranato oppure Cole, il fratello intelligente (ma non troppo) di Liam di cui ho amato le battute e i siparietti, soprattutto se rivolti contro il dolce fratellino.
Ogni personaggio ha una sua storia e personalità e sembra prendere vita attraverso le pagine e ogni battuta e parola è perfettamente in linea e scelta con cura, una piccola gioia.
Le autrici sono riuscite a creare un mondo unico e a creare una storia ad effetto. Nel primo romanzo possiamo incontrare Ryan e Liam e imparare a conoscere i loro pregi e difetti e vedere il loro modo di innamorarsi, mi sono fatta prendere dal mio lato fangirl per tutto il primo romanzo e vedere i due a tratti così imbranati è stato molto divertente e perché no a tratti frustrante, spesso avrei voluto urlare "Mettetevi insieme e scopateeee" a forza di vedere i due così affiatati e cotti l'uno dell'altro ma troppo "timidi", per diversi motivi, per avvicinarsi, tutto il primo libro è quindi molto più romance e nonostante un piccolo momento più angst possiamo apprezzare tutta la dolcezza di questa storia, le parti erotiche in esso sono parecchio contenute se non accennate e lo rende più godibile anche per i non amanti del genere erotico. Il secondo romanzo invece... è tutta un'altra cosa. Inizialmente devo ammettere di non averlo amato molto, ritroviamo infatti i nostri cuccioli in crisi per colpa di bugie non dette, mezze verità ecc soliti problemini che possono insinuarsi nelle coppie e vederli rompere mi ha fatto temere di rivivere uno Special Needs 1 versione 2.0, ho pensato "Ecco, di sicuro andremo avanti per secoli, ste due faranno i musoni per tutto il libro e si rimetteranno insieme alla fine" e invece... no... fortunatamente non succede e anzi... le autrici mi hanno sconvolta arrivando a tirare fuori argomenti e temi scottanti e... complessi. In questo secondo romanzo infatti vengono tirati in ballo temi molto forti quali l'autolesionismo irrimediabilmente legato alla non accettazione del proprio corpo e possiamo di conseguenza conoscere una realtà che mai mi era capitato di ritrovare in un romanzo, meno che mai in un M/M, si parla infatti di transabilità, una condizione che porta le persone a desiderare di diventare disabili e disposte anche a mutilarsi pur di diventarlo, scopriamo quindi un nuovo lato oscuro di Ryan e devo ammettere che sono rimasta sconvolta... assistere alla prima volta in cui Ryan si taglia davanti a noi e quel "He WOULD be normal" mi hanno... annientato, spinto a capire che di Ryan non avevo... capito proprio niente!! Assistiamo a momenti pesanti e drammatici e riusciamo ad entrare nella sua testa e in seguito in quella di Liam, possiamo assistere all'amore che i due provano l'uno per l'altro e come per amore una persona sia disposta a sacrificarsi o a scendere a compromessi con se stesso. Qualcosa di cui non voglio troppo parlare per evitare spoiler più pesanti ma che sicuramente non mi aspettavo in questo secondo romanzo, che ha reso il tutto più intimo e umano. Non è però solo presente dramma e dolore fortunatamente, troviamo tanto fluff dolcetto perfetto per i romanticoni, umorismo e black humor a go go e... tanto, ma tanto smutt! Se eravate infatti alla ricerca di qualcosa di erotico verrete accontentati in quanto molte parti sono parecchio piccanti, le descrizioni accurate e.... HOT, decisamente hot, se le uniamo a due protagonisti puramente kinkster e amanti dei giochetti di ruolo in camera da letto, troverete un piccolo paradiso. Amanti del Fluff & Smutt è il vostro momento e luogo. Insomma... la verità è che ho detto tutto e niente di questa duologia, mi ero ripromessa di scrivere una recensione come si deve ma dopo aver finito la lettura ed essermi resa conto di come questa duologia mi abbia acchiappato troppo.... sapevo che non sarei MAI riuscita a rendere giustizia e scrivere qualcosa di più complesso o filosofico e per evitare ulteriori deliri ho preferito essere più spontanea possibile e tirare fuori di getto una riflessione a caldo della lettura, posso dire che mi sono follemente innamorata di Special Needs e ora che ho finito la lettura mi mancherà fondere il mio Iphone in piena notte e sclerare come una pazza sull'imbecillità dei miei due dork preferiti. Questa lettura è stata come detto precedentemente un piccolo viaggio e spero con tutto il cuore di poter "replicare" magari rileggendo la versione italiana, spero infatti che vengano tradotti, ho notato che altri libri sono stati tradotti di recente, uno dei quali con Liam e Ryan come comparse e di conseguenza spero questi due non siano l'eccezione alla regola perchè sarebbe un vero peccato. Credo che... se non verrà tradotto me lo rileggerò, probabilmente tra un annetto e nel frattempo lo consiglio caldamente se
- Siete kinkster
- Amate il genere erotico
- Cercate una lettura che tratta anche temi importanti e complessi
- Cercate qualcosa di dolce, simpatico e un po' piccante
- Siete alla ricerca di personaggi di cui innamorarvi follemente e non i soliti protagonisti Uke/Seme noiosissimi e banali o stereotipati fino al midollo
- Cercate un libro che vi faccia emozionare e coinvolga tra risate e lacrime

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review SPOILER ALERT! 2016-11-21 01:44
Recensione - Being Henry David di Cal Armistead
Being Henry David - Cal Armistead

Quando ho iniziato questo romanzo non sapevo cosa aspettarmi. Mi era stato caldamente consigliato da un'amica, amante di Henry David Thoreau e rimasta sconvolta dalla bellezza di questo libro a detta sua "una piccola perla del suo genere" tanto che avevo preso in considerazione l'idea di iniziarlo subito. Purtroppo complice la mia pigrizia e il fatto che non conosco per nulla Thoreau e non ho mai letto Walden ho deciso di rimandare a tempo indeterminato, decidendo di iniziare la lettura solo dopo parecchio tempo. Ho iniziato questo romanzo dopo essermi praticamente dimenticata la trama e tutto ciò che mi era stato detto, ricordando appena le parole e gli elogi della mia amica, iniziandolo così a scatola chiusa, sapendo poco o niente. La storia è quella di "Hank", un giovane di sedici anni che si risveglia nella Penn Station di New York, il ragazzo non ha ricordo del suo passato, non ricorda il suo vero nome (Hank gli viene infatti dato nel corso del romanzo dal suo amico Jack) e non possiede altro che 10 dollari e il libro "Walden" di Henry David Thoreau, nel corso del romanzo il giovane si metterà in viaggio decidendo di emulare Henry David e si ritroverà così ad incontrare vari personaggi che lo aiuteranno a recuperare la memoria e affrontare il suo passato portandolo a crescere e maturare. Se devo essere sincera... mi aspettavo qualcosa di diverso. La trama è molto intrigante e interessante eppure non è a mio avviso trattata nel modo più giusto, vengono tirati in ballo argomenti importanti che vengono poco affrontati e quasi trascurati dando troppa importanza a elementi a mio avviso più futili e inutili come la love story tra Haley e Hank, nonostante sia una fan delle storie d'amore in questo caso l'ho trovata troppo forzata, quasi non nasce, si riduce più a una relazione di amicizia resa in modo "romantico" con lui che vuole aiutare lei per fare il carino e si cuoce a puntino solo perchè lei fa la carina e lo bacia, alla fine è quasi forzata, tra i due si sa che non è destino che nasca qualcosa di duraturo o intenso in quanto tutto nasce nella menzogna, Haley si innamora di una figura idealizzata, si innamora di Hank non di Daniel e a lungo andare ci si rende conto che questa storiella non fa altro che togliere tempo ad altri temi che potevano essere trattati meglio o approfonditi. Un esempio è la storia di Jack e Vanessa, Hank conosce questi due ragazzi che si ritrovano a vivere una vita parecchio complicata, sono giovani che dopo essere scappati di casa vivono per la strada, alla mercè di un uomo che li sfrutta senza esitare e li ha fatti entrare nel mondo della droga, questo tema poteva essere sfruttato bene per creare suspance, dramma e magari far crescere Hank, basti pensare al fatto che il ragazzo rischia di ritrovarsi a lavorare per Magpie poteva in questo contesto essere analizzato meglio il tema dei ragazzi scomparsi e sfruttati invece tutto si riduce a qualche paginetta in cui capiamo solo in parte il dramma che devono vivere i due ragazzi e poi puff... si passa ad altro, Hank scappa via e basta... neanche il passato dei due ragazzi viene affrontato, sembra che i due siano possibili vittime di violenza e abusi nella vera famiglia e anche qui... si fa accenno alla cosa, si può immaginare la realtà... e poi? Nulla... Il libro tira in ballo argomenti grossi ed importanti e quando ne ha la possibilità non li affronta, posso capire che questo è in un certo senso legato alla figura di Hank/Daniel, un ragazzo che cerca di fuggire dai suoi problemi, che troppo giovane si ritrova ad affrontare una situazione più grossa di lui e preferisce fuggire piuttosto che affrontare il peso della colpa o guardare negli occhi gli amici e dover portare su di lui il peso di due ragazzi costretti a vivere una vita infame e pesante, questa tecnica quindi potrebbe servire a comprendere maggiormente il giovane e adeguarci in qualche modo al suo stile di vita e pensiero eppure... mi ha fatto storcere non poco il naso, si poteva costringere Dan ad entrare in situazioni più grosse della sua, obbligarlo a guardare in faccia la vita e scoprire cosa siano davvero i problemi grossi e fargli capire che la vita non è giusta, gli errori si fanno e bisogna affrontare le conseguenze delle proprie azioni a testa alta e senza scappare inutilmente rovinando la vita di altre persone. Purtroppo questo dettaglio mi ha fatto un po' scadere alcune parti e storcere non poco il naso. Altro punto negativo il finale, dopo un capitolo intenso, combattuto, con Dan finalmente alle prese con le sue responsabilità e contro i suoi fantasmi, con lo scontro tra Henry David – Hank e Daniel il libro come si chiude? Con un forzato happy ending, quasi no sense, che fa venire meno tutto il resto del libro... sul serio? Far tornare all'ultimo il padre così, a caso, come un coniglio dal cappello è la scelta giusta? Perchè Thomas non lo ha chiamato prima? Perchè ha aspettato che il ragazzo quasi si suicidasse buttandosi da una montagna prima di chiamarlo? Perchè? In una mossa, in due pagine si manda a quel paese il senso del libro si rovina la storia, non volevo il dramma ma sarebbe bastato un finale più aperto, con un Dan consapevole di dover affrontare la vita e convinto a tentare, magari deciso a ricontattare la famiglia, una scena magari con lui a una cabina telefonica che chiama casa e dice semplicemente "Pronto papà? Sono Dan..." avrebbe fatto finire il romanzo in bellezza... aprendo a mille possibilità... cosa succederà? Sarà perdonato? Ritornerà dai genitori? Cosa gli dirà? Un finale simile avrebbe aperto un mondo e chiuso la storia aprendone un'altra, come la vita che chiude una porta e apre un portone e questo, mi ha deluso... tanto, il voler dare il contentino al lettore, mi ha intristito e non poco. Nonostante questi problemi (non da poco!!) ho apprezzato molto tutto il resto, nonostante non abbia letto Walden ho potuto apprezzarne le citazioni e capire come queste possano aver influenzato il protagonista facendomi venire non poco la voglia di leggere il libro, sicuramente per i fan di Henry David sarà stata una gioia ritrovare lo spirito dell'autore all'interno di questo romanzo e potranno apprezzare il fatto che le citazioni e l'atmosfera non vengono citate a caso, come riempitivo, come in certi romanzetti, per magari caratterizzare alla cavolo un personaggio secchione, mettendogli ad esempio in bocca due citazioni per far la figura del figo con la ragazza, bensì vengono inserite in un contesto, lo stesso Henry David si può considerare una delle voci del romanzo e il suo spirito guida Dan nel suo viaggio fino alla fine. Ho apprezzato come sono stati caratterizzati i personaggi, nonostante non vengano approfondite troppo le loro vite, possiamo comprendere i loro caratteri e associarli al protagonista, capire che ognuno di loro è finito sulla strada di Danny per un motivo, come a volerlo far crescere e fargli capire parti di lui e del suo carattere. Lo stile di scrittura è semplice e chiaro, perfetto per la lettura anche per chi non è propriamente esperto con la lingua, come la sottoscritta, ed è di facile lettura per chiunque voglia cimentarsi con un livello non troppo elevato, la lunghezza è adeguata al romanzo e nonostante uno o due capitoletti un po' più improntati a descrivere la "storiella d'amore" tra Hank e Haley gli altri sono interessanti e ti spingono a continuare la lettura facendoti in poco tempo divorare tutto il romanzo. Mi sento quindi di votarlo 4 stelline piene, se avesse approfondito un po' di più aggiungendo magari un capitoletto o due, facendoci anche capire un po' cosa ne è stato di altri personaggi principali e cosa è successo loro, avesse avuto un finale più incisivo... avrebbe sicuramente avuto 5 stelline, rimane comunque un voto alto, mi sento senza dubbio di consigliarvelo, sia che siate fan di Henry David Thoreau sia che non lo siate, riuscirete in un caso o nell'altro ad apprezzarlo.

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