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review SPOILER ALERT! 2017-08-19 15:07
Senza nessun segreto - Laylah Attar

Avevo tenuto d'occhio questo libro molto prima della sua uscita in Italia, tutto mi attirava, dalla copertina meravigliosa alla trama particolare ed intrigante al posto giusto, inutile quindi sottolineare la gioia di ritrovarlo tradotto in italiano quando ormai avevo perso le speranze rassegnandomi a doverlo leggere in inglese.
Le miei aspettative erano altissime e per questo motivo, viste le precedenti esperienze, temevo una delusione che per fortuna... non c'è stata, anzi, Senza nessun segreto mi ha colpito nel profondo rivelandosi l'esatto opposto di quello che mi ero aspettata dopo averlo atteso per così tanto tempo, riuscendo a coinvolgermi ed emozionarmi come nessun Dark Romance era riuscito prima d'ora. A prima vista mi era sembrato un dark romance classico, troppo classico per essere interessante o memorabile, tutto lo faceva presupporre, l'inizio della storia infatti è un banale cliché da Dark, la ragazzetta biondissima, ricca e viziata, intenta a fare shopping alla faccia della povertà o della crisi che per oscuri motivi viene rapita dal belloccio super sexy e maledetto che apparentemente senza alcun motivo non esita a tormentarla e torturarla infliggendole umiliazioni e tagliandole (con mia somma gioia vista l'antipatia per la tizia) un dito. Dopo scene simili ero convintissima di aver capito tutto, sicuramente si sarebbe formata la classica love story maledetta, lei in preda alla peggior sindrome di Stoccolma mai vista lo avrebbe perdonato, si sarebbe innamorata, seducendolo e cercando di curare le sue ferite e l'animo tormentato, facendo la crocerossina e lui sarebbe cambiato con il potere dell'amore e delle coccole diventando un fidanzato smielato e tenerone, qualcosa di già visto no? E infatti no, perché è proprio quando la vicenda sembra scorrere troppo liscia, troppo nei canoni del genere dark che tutto cambia ed entriamo nel vivo della vicenda. Veniamo catapulti fin da subito nei ricordi di Skye, ricordi del suo passato che sembrano così distanti dalla situazione attuale, la ragazza ci presenta l'amata MaMaLu, la dolcissima tata che sempre si è presa cura di lei dopo la morte della madre ed Esteban, un buffo e ribelle ragazzino che l'ha sempre protetta, come una sorella minore, dei ricordi intimi e familiari che mal si sposavano con l'attuale condizione della protagonista tanto da avermi fatto venire il sospetto che fossero stati aggiunti solo per fare empatizzare con la ragazza, per fartela sembrare umana e soprattutto farti sentire in colpa per aver gongolato come una pazza alla scena del suo dito mozzato, me lo aspettavo più un espediente narrativo per riempire il vuoto e aumentare il numero delle pagine di psicologia spicciola, lei avrebbe ricordato il passato, il momento in cui non era ancora una aristocratica di quarto livello ma una del popolo, tanto da aver avuto a che fare con dei domestici e forse quell'esperienza avrebbe potuto portarla a capire le sofferenze del suo rapitore, un qualcosa di già visto e già sentito in troppi dark per essere originale invece nulla è lasciato al caso dall'autrice. Tutti quei ricordi hanno un senso e ci aiutano a capire fino in fondo non tanto Skye quanto Damian, quello che dovrebbe essere il cattivo della storia (e un po' lo è visto che tagliare le dita alla gente non è una cosa gentile)
In poco tempo scopriamo la vera identità su Damian, il ragazzo non è altri che il famoso Esteban, migliore amico della protagonista ed è proprio questo dettaglio che mi ha lasciato a bocca aperta. Mi rendo conto che con il senno di poi era palese, il famoso Esteban doveva saltare pur fuori prima o poi, o come eroe disposto a tutto per salvare l'amica (improbabile visti i non rapporti tra i due dopo l'infanzia) o come super cattivo. Eppure trovarsi Esteban lì davanti con tutta la sua negatività e crudeltà, così contrapposto al ragazzino ribelle in passato così dolce e protettivo verso l'amica mi ha spiazzata. L'autrice forza così la mano spingendoti a leggere pagina dopo pagina per capire cosa ha cambiato il giovane, perché ha cambiato il nome diventando uno spietato rapitore e potenziale assassino, perché ha rapito l'amica di infanzia e soprattutto perché vuole vendicarsi del padre della ragazza. Non ci troviamo più di fronte un dark ma un romanzo più introspettivo e psicologico, più i protagonisti si riavvicinano e più aumentano le riflessioni, i misteri, i dubbi e le paure da parte di entrambi ed è proprio quando il romanzo sembra aver in qualche modo raggiunto l'apice, il punto di non ritorno che bum, colpo di scena, l'autrice stupisce ancora decidendo di cambiare prospettiva e raccontare l'altra parte della storia, mostrare l'altro lato della medaglia permettendoci di vedere dietro Damian, dentro Esteban. Ci ritroviamo di fronte la spiegazione di cui avevamo bisogno ma che non eravamo pronti ad accettare, conosciamo MaMaLu nel profondo e scopriamo come non fosse solo una dolce tata ma anche e soprattutto una donna, una madre coraggiosa che ha sempre lottato per il suo bambino,proteggendolo da realtà difficili, da un padre che non ha esitato a fuggire come un coniglio, dalla fatica di una vita da domestica, una vita contrapposta a quella scintillante di Skye, i ricordi della bionda erano luminosi, carichi di luce e buoni sentimenti, una tata che era ai suoi occhi una madre e una regina, che sembrava sua pari quando la realtà, quella vera, è un altra, era un'altra, Esteban e la madre hanno sempre dovuto lottare per sopravvivere, per riuscire a non farsi abbattere dalla vita e non sono stati altro che domestici per il mondo circostante Lo stesso padre che la fanciulla difende e dipinge come eroe era in realtà invischiato fino al collo in attività illecite che in poco tempo trascinano Esteban e la madre nell'inferno. La donna viene crudelmente imprigionata, con la sola colpa di aver visto troppo, di essersi troppo affezionata alla bambina e aver cercato di proteggerla. Esteban si ritrova prigioniero di un incubo, solo e costretto a vivere con uno zio alcolista troppo intento a bere che ad interessarsi del nipote, che arriva a rubare i soldi al ragazzo, quei preziosi soldi che lui risparmiava con fatica per poter passare anche solo un giorno in compagnia della sua MaMaLu. Esteban è costretto a cambiare, si sente tradito dal mondo, dal signore che vedeva quasi come un re, che sembrava avere nelle sue mani il potere di cambiare la vita agli altri grazie ai suoi soldi e status sociale, da Skye, la prima vera amica che neanche lo ha salutato, che non si è preoccupata dei suoi sentimenti, che il giorno in cui lui correva disperato dietro la sua auto urlando il suo nome ha finto di non sentirlo, decidendo di dimenticarlo.
Esteban sprofonda sempre di più in un incubo, inizia a sporcarsi le mani per sopravvivere, è costretto a uccidere, a spacciare, un peso troppo grande per un adolescente, per un ragazzino solo che ha la sola speranza di rivedere la madre, speranza che la vita gli strappa, impedendogli non solo di vederla ma portando via la vita alla donna, prima di poter abbracciare il figlio, anche solo un'ultima volta. Esteban è così annientato, doppio è il dolore quando scopre che ad adottarlo, a farlo diventare Damian è lo stesso uomo che ha causato la morte della madre, che ha chiesto al padre di Skye di liberarsi di lei in quanto testimone scomoda. Per Damian è l'inizio della vendetta e in compagnia dell'amico Rafael, l'unico frammento di felicità, l'unica persona ancora pulita ai suoi occhi, un amico prezioso, un fratello da difendere, che inizia il suo tentativo di riprendersi una vita, di vendicarsi delle persone che l'hanno distrutta.
Damian vuole che Warner Sedgewick soffra come lui ha sofferto e pensa che togliergli l'amata figlia sia un prezzo equo, una vita per una vita eppure Skye lo confonde, quella ragazza è ancora, sotto quell'aria da ricca viziata, la bimba con un buco tra i denti che giocava con lui, che da bimba lo chiamava a gran voce, è la bambina che aveva promesso di stare al suo fianco sempre e che lui aveva promesso di difendere arrivando a picchiare un compagno di classe per riuscire nell'intento.
Il lettore viene quindi trascinato nella storia tra i due e poco importa quando i due effettivamente si baceranno, al contrario di altri romanzi più Dark in cui si aspetta con trepidazione l'atto sessuale si cerca altro, si cerca di andare oltre la superficie, si vuole vedere l'anima dei due ragazzi e cosa sceglieranno, se sceglieranno l'amore o lasceranno che la vendetta li separi per sempre. Leylah riesce con maestria ad entrare perfettamente nelle teste dei due, riesce a mostrarci ogni singolo cambiamento ed emozione. Skye per tutti all'inizio è una ragazzetta, una delle tante, troppo ricca per avere un cuore, troppo superficiale per meritare di vivere, ho passato la prima parte del libro a godere di ogni umiliazione, ogni parola cattiva, ogni silenzio forzato che doveva subire e credo fosse proprio questo l'intento dell'autrice creare un personaggio odioso ed insopportabile così da portarti ad amarlo in seguito. Non pensavo potesse essere possibile ma mi sono innamorata di Skye, mi sono commossa quando la giovane ha iniziato a cambiare, rendendosi conto di non vivere più in un castello, di non essere più la fatina delle fiabe ma di essere nel mondo reale, un mondo dove le persone soffrono, dove dietro un sorriso c'è spesso una smorfia di dolore, dove la mamma MaMaLu sorrideva anche se portava un peso nel cuore più grande di lei, dove Esteban non l'aveva abbandonata crudelmente ma era stato piegato a un destino che nessuno dovrebbe anche solo immaginare, un destino che lo ha spezzato trasformandolo nell'uomo pieno di ombre e desideroso di vendetta. Skye è costretta a cambiare, a guardare il mondo per la prima volta ed è messa di fronte alla realtà, che uno degli uomini che tanto ama verrà annientato del tutto. Si ritrova a dover lottare con se stessa contro i demoni di Damian, per riuscire a far rinascere dalle ceneri Esteban. Il modo in cui i due si avvicinano, con dolore, con tenerezza, come due bambini, come quei bambini che tanto tempo prima giocavano insieme è commovente.
Non troviamo quindi solo un dark romance ma anche una storia dolce e tenera, una storia che sa essere dolce come il miele ma anche amara, dura, cattiva . Con abilità e destrezza Leylah riesce a mixare più generi, non basandosi troppo sulla componente dark ed erotica (comunque presente) ma anche sull'amore, sul romance, sull'introspezione. Senza nessun segreto è un mix di generi, un mix riuscito benissimo che porta anche il lettore a comprendere insegnamenti importanti, come la vendetta non sia sempre la scelta migliore ma anzi rischi di distruggerci, solo infatti abbandonando i nostri demoni, quel desiderio che ci soffoca e imprigiona riusciamo a vedere la vera luce, a trovare l'amore e la felicità, ci insegna come anche dietro il sorriso più dolce si nasconda in realtà la sofferenza, come anche le persone che amiamo possono nascondere segreti che possono distruggerci la vita. Senza nessun segreto è un libro forte e intenso che mi sento di consigliare a tutti, sono convinta che guardando oltre la prima parte un po' più dark e le dita mozzate potrete apprezzare la storia, una storia che oltre le mie aspettative e convinzioni racconta di un amore sofferto, combattuto ma forte, che va a momenti oltre la logica, un amore che è vita e perdono perché è il perdono che lo alimenta e tiene vivo, un amore imperfetto che però porta cambiamento e rinascita, una rinascita che permette a una ragazzina frivola e arrogante di diventare una donna meravigliosa e forte come MaMaLu, una donna disposta per la prima volta a fare del bene per altri, che anche attraverso la miseria riesce a trovare un motivo per andare avanti, una rinascita che permette a un uomo dal passato distrutto di dimenticare i suoi sogni di vendetta, di fare la pace con il bimbo spaventato che ha dentro di sé e riuscire a mettere per la prima volta nella sua vita DAVVERO la SUA vita in gioco per un'altra persona, che gli permette di diventare un padre sicuramente non perfetto ma migliore di uno che scappa come un codardo abbandonando il figlio.
Se siete alla ricerca di emozioni e non avete paura di soffrire durante la lettura, se volete emozioni vive e autentiche che ti incantano e costringono a piagnucolare durante e soprattutto dopo, questo libro fa sicuramente al caso vostro. Per quanto mi riguarda mi ritengo estremamente soddisfatta, è stata una scoperta e una lettura meravigliosa e ora sono estremamente curiosa di leggere altre opere della Attar in quanto il suo stile è meraviglioso e l'autrice ha dimostrato di riuscire a gestire alla perfezione più generi e poterli mixare senza rovinare la storia ma anzi arricchendola di significato e importanza.

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review 2017-08-16 22:14
Rattlesnake - Kim Fielding

Nonostante abbia finito la lettura di Rattlesnake da qualche ora mi è ancora difficile parlarne senza commuovermi come una bimba e anche solo mettere per iscritto qualcosa di sensato mi sembra essere un' impresa titanica. Le emozioni provate durante tutto il romanzo, la storia così speciale e i personaggi vivi e umani mi hanno stregata e sento che potrei dire così tante cose che non basterebbe un intero quaderno per riportare tutto. Questo libro mi ha colpito nel profondo fin da quando ho scoperto la sua esistenza, mi sento infatti molto legata a Kim Fielding in quanto è proprio grazie a un suo libro precedentemente pubblicato, Bruto, che mi sono avvicinata al meraviglioso mondo degli M/M, prima di leggere Bruto sapevo cosa fossero e mi era anche capitato di leggere qualche romanzo del genere ma quel libro mi aveva colpito intimamente, la sua storia mi aveva trasmesso qualcosa di importante e nella sua semplicità mi aveva spinta ad avvicinarmi sempre più al genere che ora è diventato in assoluto il mio preferito e di cui non posso fare a meno. Visto il mio legame speciale con l'autrice non nascondo fin da subito l'affetto che ho sentito per l'opera, le aspettative i timori e le paura a dover iniziare un altro libro così promettente ai miei occhi. Ogni volta che mi faccio aspettative tendo a rimanere delusa e anche questa volta avevo paura di ritrovarmi con una romanzo deludente tra le mani e il cuore a pezzi. Così non è stato e Rattlesnake è riuscito a farmi innamorare ancora di più di Kim e del suo talento.
Ci ritroviamo di fronte una storia meravigliosa, una storia di amicizia, vita, amore, perdono, rinascita, una lettura che porta il lettore a emozionarsi, commuoversi e innamorarsi pagina dopo pagina
Rattlesnake è la storia di James Dorsett un uomo che non ha mai avuto una vita facile, fin da bambino è stato costretto a lottare per sopravvivere, al fianco di una madre che non lo ha mai accudito ignorandolo e infilandosi troppo spesso nel letto di altri uomini, al fianco di fratellastri che lo hanno sempre evitato e deriso e di cui ha negli anni perso le tracce, con un padre assente di cui non conosce neanche il nome. Alla morte della donna ha dovuto rimboccarsi le maniche e la strada è diventata la sua casa, si è sempre spostato a bordo della sua auto scassata, sempre in movimento facendo lavori tutt'altro che onesti. Jimmy è un uomo che non ha un posto dove stare, non ha più una famiglia e una casa e non ha neanche sogni a cui aggrapparsi perché per lui i sogni e le speranze sono come veleno, del veleno che ti annienta e toglie il respiro giorno dopo giorno. Vive quindi una non vita, si sente come un fantasma, una cartaccia spinta dal vento e sente di essere destinato a scomparire un giorno senza lasciare suo tracce nel mondo, senza alcuna persona a piangere la sua morte. È un giorno come tanti quello che sta vivendo, sta percorrendo la strada a bordo della sua carcassa pregando di poter guidare per qualche chilometro, un giorno normale per un vagabondo ma qualcosa è destinato a cambiare per sempre. Jimmy vede un uomo sul ciglio della strada, un vecchio stanco ignorato dagli altri automobilisti, un uomo che sembra aver bisogno di aiuto e il suo istinto (di uomo buono) è quello di fermarsi e aiutarlo. L'autostoppista si chiama Tom e sta ormai morendo, gli resta pochissimo da vivere ma ha un obiettivo, un ultimo sogno, tornare nella cittadina di Rattlesnake dal quale è fuggito anni prima per consegnare una lettera di addio a Shane, suo figlio. Tom però a Rattlesnake non ci arriverà mai, muore infatti sul sedile dell'auto di Jimmy durante il tragitto. Una fatalità, un uomo malato e stanco, una seccatura, questo dovrebbe essere per il vagabondo ma sul suo sedile è rimasta la lettera, quella lettera che il vecchio custodiva come un tesoro, il primo istinto di Jimmy è quella di gettarla, alla fine quel figlio che neanche ha voluto saperne di occuparsi del corpo del padre di certo non ne sentirà la mancanza eppure in testa continuano a ronzargli quelle parole "Non aspettare. Se hai qualcosa da sistemare nella vita, devi farlo ora, finché puoi" che lo tormentano come un mantra e per la prima volta nella vita Jimmy sente di avere una missione, andare a Rattlesnake, un lavoro semplice, trovare il figlio di Tom, consegnare la lettera liberandosi anche dei sensi di colpa e via, di nuovo on the road ma la sua macchina non è dello stesso parere. Suo malgrado Jimmy si ritrova bloccato a Rattlesnake e fa la conoscenza di quel famoso Shane. Shane è il completo opposto di James, se il vagabondo è come la notte oscura, il barista ex cowboy è una giornata luminosa. La sua vita non è stata facile, a 23 anni ha subito un terribile incidente d'auto che ha spazzato via il suo amore, la vita come la conosceva allora, la sua carriera, i suoi sogni, il suo corpo è ricoperto di cicatrici, ha un ritardo mentale che gli impedisce di fare anche le cose più semplici come leggere o guidare, si dimentica spesso le cose, ha problemi a camminare, ha spesso convulsioni eppure non ha perso la speranza per un futuro migliore e al contrario di Jimmy lotta, con le unghie e con i denti per il suo futuro, per la vita, si aggrappa alla vita ignorando il dolore e la paura, le possibilità perse e incurante di tutto dispensa sorrisi al suo prossimo, fiducia e amore. Shane è luce, la luce di cui il vagabondo solitario aveva bisogno. È un uomo forte che entra nel cuore delle persone, che sa leggere l'anima degli altri e riesce a leggere nell'animo tormentato di Jimmy, sa che lui non è un uomo cattivo e gli offre un lavoro, un tetto sopra la testa, del cibo, un luogo da chiamare casa. Ho amato il modo in cui i due personaggi sono caratterizzati, l'autrice è riuscita a rendere in modo magistrale la contrapposizione tra i due, due uomini diversi che hanno sofferto quasi allo stesso modo, entrambi danneggiati e spezzati ma che affrontano la vita in modo differente. James è l'uomo solo, che fugge, quando le cose si fanno difficili scappa e si nasconde, è sempre stato abituato così, la vita è come un cacciatore e lui è una preda, deve nascondersi per non farsi azzannare, per non farsi annientare. Anche quando si presenta l'occasione di avere amici, una casa per lui è un'utopia, nel suo cuore desidera ardentemente una famiglia, una casa, una vita ma è troppo spaventato per poter allungare la mano e afferrare la felicità che gli si presenta davanti. Shane al contrario è coraggioso e lotta senza timore, al contrario di James è circondato dall'amore e dall'affetto, con una madre che lo ama e ucciderebbe chiunque pur di salvarlo, un patrigno che lo ha adottato senza battere ciglio, accettando la sua omosessualità e sentendolo suo figlio, anche senza condividere il Dna, una sorella impicciona, una zia scorbutica, un fratello giocherellone e matto, una cugina severa e giusta... Shane ha la fortuna non solo di essere vivo ma di vivere circondato dall'amore e dall'affetto ed è la sua famiglia che gli da la forza ogni giorno di andare sempre avanti, di alzarsi dal letto, di sorridere, una fortuna che è stata negata a Jimmy. Durante la lettura è impossibile non empatizzare con entrambi gli uomini e capire i loro punti di vista, capire come il loro modo di affrontare la vita sia diverso. Il rapporto tra Shane e James è unico e speciale e nasce in modo spontaneo, dapprima per il vagabondo Shane non è altri che una scopata occasionale, dopo esserci andato a letto medita infatti di andarsene e non tornare indietro ma ben presto tutto cambia, il barista con la sua incrollabile fiducia per l'umanità apre il suo cuore, la sua casa a Jimmy e diventa un amico, il primo vero amico che abbia mai avuto, fa cose semplici come condividere un pasto, parlare, regalare un libro, aiutare nel momento del bisogno, cose che noi umani diamo per scontato ogni giorno eppure per persone come James sono vita, luce nell'oscurità, il vagabondo non ha mai conosciuto l'affetto umano e sincero di qualcuno, è sempre stato solo usato e gettato via, circondato da persone che non si sono mai interessate di lui, una famiglia che addirittura non gli ha mai neanche fatto una domanda che ha tutti i bambini è stata posta almeno una volta ovvero "Cosa farai da grande?", ho provato un'infinita tenerezza quando James si inventa di aver voluto fare il pompiere, inventandosi una risposta perché lui il futuro non pensava neanche di poterlo avere. L'ex cowboy è un mistero e una benedizione, Jimmy non riesce a comprendere come un vagabondo come lui possa anche solo avvicinarsi a un uomo così dolce e buono, il motivo per cui un'anima rotta come la sua possa suscitare compassione e pietà quando egli stesso non ne ha per se stesso. È un'amicizia speciale e intima che pagina dopo pagina si trasforma, assistiamo all'innamoramento sempre più profondo tra i due ed è impossibile non commuoversi, non sentirsi smarriti e confusi di fronte alla purezza di questo dolce sentimento. James che nella vita non ha mai avuto nulla ora si ritrova di fronte un amico e un amante, un angelo che lo assiste e protegge, un miracolo che non riesce ad accettare e inizialmente NON vuole accettare. Colpisce il realismo e le reazioni umane dei personaggi, il modo vivo in cui reagisce Jimmy, il dolore per quel sentimento così puro e speciale che il vagabondo sente di non meritare e sporcare con la sua vita squallida, con le sue esperienze passate, con le sue colpe e vergogne, il modo in cui reagisce Shane a sua volta, confuso, non sapendo cosa ha dovuto passare il compagno e non riuscendo a spiegarsi il perché quest'ultimo dovrebbe rinunciare al suo amore e alla sua casa, alla tranquillità di una cittadina che ha imparato ad apprezzarlo e rispettarlo, a una famiglia amorevole che ormai lo ha adottato come un figlio. Certe scene sono strazianti ed ero in lacrime, il momento in cui i due ragazzi si mettono a ballare, il momento in cui Shane si sente male e James è messo di fronte alla cruda realtà, a quello che l'uomo che ama deve vivere e subire dall'incidente, l'incontro con la famiglia e le parole del patrigno di Shane in ospedale e poi... il confronto tra i due, quando tutti i muri sono crollati e le carte scoperte, quello è stato sicuramente il momento clou, quello che mi ha fatto spegnere per qualche minuto il Kobo per il forte impatto, vedere Shane a pezzi, quasi urlare all'uomo che ama che è un codardo perché non ha il coraggio di lottare è straziante, vedere l'incapacità di Jimmy di reagire per l'ennesima volta ma semplicemente scappare, come sempre... è come un pugno nello stomaco. Questo libro è un mix di emozioni e sentimenti ed è impossibile rimanerne indifferenti. Tutto è caratterizzato alla perfezione! Non sono solo i protagonisti ad essere stati studiati e analizzati a tavolino ma anche tutto il loro mondo. I personaggi secondari, la famiglia e gli amici sono unici e speciali ed è impossibile non provare simpatia ad esempio per la madre di Shane, una donna dolce e gentile ma forte come una leonessa e in grado di proteggere il suo cucciolo, la buffa e scorbutica zia che dapprima restia a far lavorare un vagabondo si affeziona tantissimo a James trattandolo successivamente come un figlio, la sorella esperta in interrogatori che non esita a mettere in guardia il povero malcapitato minacciandolo se farà del male all'adorato fratello, gli stessi abitanti del luogo che proteggono e amano Shane. L'intera comunità è viva e protettiva nei confronti del ragazzo e mi ha divertito vedere questa cosa. La città di Rattlesnake è un luogo unico e magico, dove chiunque vorrebbe vivere, una cittadina di poche anime che tratta tutti con rispetto, poco importa se sei un vagabondo o un cowboy, gay o etero Rattlesnake accoglie tutti a braccia aperte, è la città perfetta per la rinascita di James, una città che non si preoccupa del passato dell'uomo ma del suo presente, che si affeziona al goffo vagabondo adottandolo, mi ha commosso vedere come nel giro di pochi giorni, neanche 15 nel romanzo, Jimmy riesca a diventare il figlio di tutti, che tutti siano disposti a dargli una mano, a fargli un sorriso, a dirgli una parola gentile. Tutto in questa storia mi ha stregato, lo stile di scrittura è meraviglioso e qualsiasi scena è descritta con cura e attenzione, Kim è riuscita magistralmente a gestire qualsiasi parte del romanzo dalla scena più piccantella tra i due piccioncini a quella più comica o drammatica. Ogni parte è studiata con cura e amore e non so davvero cosa altro aggiungere. Questo libro è PURO AMORE... per me è stato amore a prima vista e leggerlo mi ha trasmesso così tante emozioni tutte in una volta sola che mi sono sentita un po' come Jimmy alla fine del libro, piena di speranza e felice!
Rattlesnake ti circonda con tutto l'amore e la dolcezza del mondo e con la sua atmosfera realistica e allo stesso tempo quasi fiabesca ti spinge a credere, nella vita, nell'amore ma anche nel perdono e nella possibilità di rinascita, nella possibilità che anche l'uomo con una vita più miserabile e orrenda, con le esperienze peggiori del mondo possa con il giusto aiuto e affetto riprendere in mano il suo destino e ritornare a sorridere sperando in un futuro più luminoso. Mi sento di consigliarvelo insomma ad occhi chiusi, mettendoci la mano sul fuoco perché DAVVERO ne vale la pena e credo che come me lascerete un piccolo pezzo del vostro cuore nella dolce cittadina di Rattlesnake.

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review 2017-08-13 14:33
Nimal Kingdom - Ivano Mingotti

Voglio iniziare questa recensione ringraziando di cuore Ivano per avermi gentilmente contattata, proponendomi di leggere la sua nuova opera in cambio di un onesto commento.
Questo libro è stata una graditissima sorpresa, difficilmente infatti lo avrei scoperto e letto in quanto fin da subito mi è sembrato molto diverso dal mio genere e sopratutto dallo stile con cui avevo conosciuto l’autore. Di Ivano Mingotti avevo infatti letto parecchio tempo fa “Sotto un sole nero” che mi aveva conquistata, la storia era forte, intensa, disperata, viva e mi aveva colpito come un pugno nello stomaco guadagnandosi 5 stelline e un piccolo spazio nel mio cuore. Dopo tale esperienza anche solo l’idea di ritrovarmi l’autore alle prese con un romanzo come Nimal Kingdom era… bizzarra. Temevo di non riuscire ad apprezzare fino in fondo il libro e di rimanerne un po’ delusa essendo così diverso rispetto la mia precedente lettura. Ho spesso il vizio di “classificare” gli scrittori in base ai romanzi letti ed è anche il motivo principale per cui scrittrici come J.K Rowling per me saranno sempre scrittrici per bambini, poco importa la sfilza di romanzi per adulti scritti dopo, per me la Rowling rimarrà sempre la madre di Harry Potter e Ivano… beh per me prima di questo libro era sicuramente nella mia testa più conforme ad altri generi letterari e mai mi sarei aspettata di poter cambiare idea o addirittura trovare uno stile più ideale alla sua scrittura!
Nimal Kingdom ci porta ad esplorare una realtà quotidiana, in cui molti di noi si ritrovano a vivere, e lo fa attraverso gli occhi di Dino Ferrucci, un adolescente che vive nello sconosciuto (o quasi) paesino di San Gervasio, un paese che molti (compresa la sottoscritta) hanno visto solo grazie a Google Maps, il classico paese “delle fiabe” per gli sconosciuti ma per i suoi abitanti un luogo prigioniero di difetti, vizi e ipocrisie.
Dino descrive il suo modo di vivere e quello che lo circonda e lo fa con uno stile semplice, immediato e per nulla ricercato, conforme al suo modo di essere, Dino non è infatti un uomo colto o raffinato, un adulto che ha avuto modo di continuare gli studi, è bensì un ragazzino che gli studi li ha proprio mollati, che si lascia influenzare dal mondo che lo circonda e dallo “slang” del web e non si preoccupa di scrivere o parlare correttamente, si limita ad utilizzare un linguaggio che conosce, sfruttando espressioni molto terra terra e con questo stile tutto suo si rivolge direttamente al lettore consultandolo e confidandosi con lui, aprendosi senza la paura di essere giudicato in quanto a lui non importa, non vuole un aiuto, non cerca una parola gentile, gli importa solo sfogarsi, ignorando completamente chi si trova davanti, fregandosene di essere magari mal visto o compatito. Ci racconta senza filtri e peli sulla lingua la noiosa vita di provincia, una piccola provincia che agli occhi esterni può apparire fantastica e idilliaca, io stessa ho la fortuna/sfortuna di vivere in un paesino con due anime in croce e dimenticato pure da Dio e ho perso il conto di tutte le volte che mi sono sentita rivolgere dagli amici “cittadini” frasi come “Giada di sicuro lì si starà benissimo, non c’è inquinamento, tutti si vogliono bene e si conoscono, i negozi sono a portata di mano, se hai bisogno di aiuto basta bussare alla porta del vicino non come qui in città che non conosciamo neanche chi vive con noi…”, agli occhi del mondo paesini come il mio e come quello di Dino sono quasi luoghi di vacanza, mitici villaggi incantati in cui a quanto pare si pratica ancora il baratto, tutti vanno d’amore e d’accordo e si incontrano per mangiare insieme come ai vecchi tempi e in cui ognuno conosce vita, morte e miracolo del prossimo, insomma un luogo mistico e utopico che ahimè è tutt’altro che un paradiso e al contrario è spesso una gabbia, una prigione soffocante. Per Dino la vita è sempre più simile a una gabbia in cui lui si ritrova suo malgrado in catene e incapacitato a fuggire. Si ritrova vittima dell’ ipocrisia di un paese che continua a vivere giorno dopo giorno ignorando i propri problemi, il marcio che lo ha intaccato, un paese dove la chiesa è presente più che mai additando il prossimo con minacce di chissà che inferno se non si va a messa ogni domenica o si osa nominare il nome di Dio invano, dove a ogni angolo di strada si ritrovano bigotte troppo intente a preoccuparsi di quello che succede nella casa del vicino ignorando quello che succede nella propria, come la Madre, una donna che preferisce ascoltare le parole del parroco alla tv piuttosto che provare ad instaurare un dialogo con il figlio, piuttosto che chiedergli come sta o cosa vuole fare nella sua vita, con uomini ossessionati con il risparmio e troppo codardi per alzare la voce contro le ingiustizie come il Padre del protagonista che non osa contraddire la moglie e per risparmiare due soldi non ripara neanche una doccia, un paese marcio in cui sempre più giovani scappano per andare verso la grande città per cercare di avere un futuro o anche solo una speranza e per questo motivo vengono bollati come traditori, come se cercare un futuro fosse una colpa grave, come se allontanarsi dal paese che ti ha cresciuto fosse un tradimento. Una realtà ricca di razzismo, omofobia, xenofobia e ignoranza che plasmano la mente dei più e meno giovani costringendo ad accettare passivamente la propria condizione. Dino stesso è una vittima, un ragazzo che riesce a vedere il marcio che lo circonda, ironizza sentendosi a sua volta superiore eppure…. non riesce a fare nulla al riguardo, non prende mai in mano la propria vita per ribellarsi e fare qualcosa, si lamenta che da lui si lavora solo con il padre o si studia ma non prova ad inventarsi ad esempio un lavoro, un’alternativa, neanche ci prova, riesce solo a lamentarsi, piagnucolare lanciando accuse a destra e sinistra a chi lo circonda per poi ritornare strisciando verso la casa che tanto critica ma di cui non può fare a meno essendo nel bene e nel male il suo porto sicuro.
Il romanzo non ha una vera e propria trama ma è più la descrizione di uno spaccato di vita, il racconto di esperienze del protagonista, in altri casi sarei letteralmente impazzita per una cosa del genere, per me è infatti importantissimo avere una storia da seguire, un inizio e una fine (seppure non sempre ben definiti) e i romanzi che non ne hanno una li trovo spesso troppo dispersivi e pesanti da seguire, fortunatamente non è questo il caso e anzi, credo questa sua struttura sia un azzardo che ripaga il lettore, il non essere vincolato in uno “schema”, in una storia fissa e già programmata permette all’autore di sviscerare completamente le vicende narrate e di renderle più vive che mai ai nostri occhi. Lo stile di scrittura di Ivano è sicuramente migliorato nel tempo e si sposa perfettamente con questo genere, è uno stile fresco, frizzante e nella sua semplicità efficace, uno stile che fin dal primo istante colpisce il lettore e lo porta a continuare la lettura, nel bene e nel male, fino alla fine. L’idea di utilizzare nel testo il dialetto l’ho trovata azzeccata (nonostante abbia dovuto molestare mio zio come una provetta stalker per farmi “tradurre” alcune frasi) e riesce a rendere ancora più viva la storia e caratterizzare meglio i luoghi e i personaggi.
Sono rimasta inaspettatamente e piacevolmente colpita da Nimal Kingdom tanto da dare…. 4 stelline, vorrei arrotondare a 5 ma non mi pare il caso di viziare lo scrittore in quanto dopo questo mi aspetto grandi cose e non vedo l’ora di poter leggere qualcos’altro di questo “nuovo” Ivano
Ringrazio ancora l’autore per avermelo inviato e… che dire?
Mi sento di consigliarvelo senza problemi, sicuramente se siete sfigatelli provinciali come me vi ritroverete a sorridere per le avventure/disavventure di Dino e in caso contrario, se siete amici cittadini, forse potrete riscoprire una realtà a voi sconosciuta e smettere di vedere noi “santi” di paese come miracolati che vivono in un angolo di paradiso e finalmente capire che non siete gli unici a vivere circondati dal caos e dallo stress!

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review SPOILER ALERT! 2017-08-10 00:24
Un Principe Innamorato (La Trilogia del Principe Vol. 2) - Desi Web,Littlefrancy

 

Dopo aver finito la lettura di questo secondo capitolo mi sento molto... confusa... per non dire peggio. Ero convinta che difficilmente si poteva peggiorare la già precaria condizione del primo libro e invece Littlefrancy è riuscita a stupirmi e distruggere quel poco di... ehm.... qualsiasi cosa fosse.

Il primo romanzo poteva, pensandoci ora a mente fresca, essere visto come un tenero bimbo sul seggiolone, sporco di pappa e rigurgiti e che suscita nel lettore un mix tra disgusto e voglia di vomitare il pranzo e... tenerezza, nonostante l'idea di avvicinarsi a un bimbo sporco e pieno di germi sia inquietante allo stesso tempo subentra quell'istinto materno e coccoloso che ti spinge ad ansimare come una scolaretta e fare gli occhi a cuoricino lasciandoti sfuggire degli "AWWWWW patato, amore,cucci cucci" e altri suoni discutibili.

Innamorato di un principe era quindi una storia brutta però tenera e dolcetta, con quella giusta dose di angst/trash che era quasi accettabile e apprezzabile nello sforzo e nell'idea, questo libro invece ... NO.

Tutto è un grande NO! A partire dalla trama. Mi rendo conto che i secondi volumi delle trilogie sono sempre incognite in quanto di fatto sono il collante tra il primo volume di introduzione e l'ultimo di "azione" quindi anche nelle serie famose e di scrittori dotati sono sempre un po'... meh... è sempre difficile a mio avviso gestirli nel modo corretto, sono però un ottimo mezzo (se non si hanno idee!!!) per approfondire meglio la psicologia dei personaggi e la loro storia, per dire tutto (o quasi) quello che non era stato detto all'inizio e spianarsi la strada verso il finale "adrenalinico" poteva quindi essere una buona occasione per rimediare a tutte le gastronerie del primo capitolo, per dare un minimo di consistenza ai personaggi e uscire dall'antro oscuro della fan fiction self e invece.... NO!

La trama si può riassumere con una banalità sconcertante:

Jay molla il principe e va a piagnucolare dai genitore come ogni figlio pigro e inetto (e io ne so qualcosa purtroppo), si ritrova in casa l'ex bullo del liceo, il bullo è in realtà un angioletto, dramma, bacio tra i due, dramma, altro bacio, ritorno del futuro re ormai un poco cornuto, incidente drammatico, "Ti amo" "Anche io", dramma, morte personaggio random (George Martin approva!), fluff, angst con incesto (W i Lannister!) finale con cliffhanger imbarazzante, come se quello del primo libro non fosse stato abbastanza trash.

E stop. Profondità? No! Senso? Ancora meno! Originalità? Ahahaha... no!

La storia si basa solo ed esclusivamente su cliché stra abusati in ogni fan fiction e romanzo di serie z

Ritroviamo infatti:

- Il protagonista che se ne ritorna dai genitori: come il 90 % dei protagonisti mollati nei romance, ok, è una cosa umana ma possibile che un protagonista che per l'intero romanzo non si è mai calcolato i genitori ritorni a strisciare da loro così alla prima occasione? Potevo capire se fossero stati presentati, se Jay avesse avuto anche solo un contatto con loro nel libro precedente ma così mi pare forzato e usato solo per presentare la famigliola e altri personaggi random

- Il padre malato: poteva non esserci un personaggio malato? Ma ovviamente no! Il dramma del genitore con il piede nella fossa deve esserci anche se stavolta fortunatamente è cardiopatico e non ha il cancro, un minimo di ringraziamento agli dei ci sta per non aver abusato anche di Colpa delle stelle!!

- Il bullo diventato martire: Perché puntualmente ci deve essere un personaggio che diventa buono, qui troviamo Mark, un ragazzo detestabile che da giovane probabilmente si dilettava a picchiare le vecchiette per rubare loro la pensione, omofobo quanto basta da augurare un mondo di "Pene" al compagno di scuola gay e bullizzato che MAGICAMENTE si è redento diventando un padre Pio di bontà con tanto di quello zucchero da avermi fatto venire il diabete... squallido? Giusto un poco

- L'ex omofobo in realtà gay: benedetto cliché del "Se ti bullizzo perché sei gay è perché in realtà sono gay e spaventato di essere giudicato" ok, questa cosa succede davvero nella vita reale ma... in un romanzo così... è una paraculata... PUNTO.

- L'ex omofobo in realtà gay e con una vita squallida: Perché ci deve essere dramma, quindi i genitori puntualmente devo morire o essere matti o vicini alla morte e il personaggio in questione deve essere un piccolo fiammiferaio per attirare pena e perdono nonostante si sia sempre comportato come una merda

- Il triangolo scemo: Poteva l'ex omofobo in realtà gay e potenziale padre Pio con una vita squallida non essere innamorato di Jay dai tempi del liceo? Ovviamente NO! Perché inserire un personaggio angelico non bastava, un piccolo fiammiferaio , non bastava, bisognava accoppiarlo per maggiore finto dramma. In questo caso inserire un personaggio in realtà buono e dolce NON gay e NON innamorato del protagonista ma SOLO diventato buono per cause della vita era troppo brutto

- L'incidente idiota: Come ritorneranno mai insieme ufficialmente i tizi se non con un incidente potenzialmente mortale e senza senso che fa capire le priorità della vita?

- Il morto: un suicidio senza senso non vi era bastato, vi siete chiesti come Matteo Fumagalli "Ma la morta?" per metà libro? Tranquilli, qui avrete un altro morto no sense e completamente gratis ovvero, l'amico soldato... oh.... la regia mi dice che si cade anche nel cliché del soldato morto in guerra...YEAH

- La tizia incinta: Poteva la tizia del tizio morto non essere rimasta incinta?

- La bitch dolcetta: Dopo il Mark Pio se non c'era una bitch diventata buona non era un romanzo trash!

- La ex bitch accoppiata: Poteva la ex cornuta non trovarsi un fidanzato? Poteva non essere l'autista/poveraccio che sicuramente lei schifava e a cui lanciava banconote in segno di pietà?

- La proposta di matrimonio dolcetta: Ok... questa ci doveva essere ma... perché nel secondo romanzo e dopo così tanti cliché?! Come direbbe il professore Oak "C'è tempo e luogo per ogni cosa" e non era questo... non dopo aver scritto il libro più clicheroso del MONDO!

- La notizia che quasi distrugge il matrimonio: Ci doveva essere, una notizia oscura e maligna eppure... devo darne atto... Littlefrancy mi ha stupito perché l'incesto tra tutto mi mancava. Sicuramente ai Lannister piace questo elemento!!

- Il cliffhanger imbecille: Se non bastava l'addio alla Christian Grey del primo libro in questo abbiamo l'addio drammatico adrenalinico.... IL RAPIMENTO!! Zumzumzumzum

Insomma... una massa di cliché che tutti riuniti hanno quasi fermato il mio cuore trash... troppo trash in neanche 200 pagine non le reggo più, non ho più 16 anni purtroppo. Seriamente, questo romanzo mi ha fatto uscire di testa e probabilmente la colpa non è solo dei cliché ma molto semplicemente perché il romanzo ha un difetto enorme: vuole farsi prendere sul serio!! Il primo libro tendeva ad essere molto fan fiction style e quasi ne godeva, non si vergognava della cosa e ANDAVA BENE, cioè non va bene vendere una fan fiction a 2,99 e sottolineo 2,99!! Non poco!!! Più di un caffè e di libri della Newton Compton. Ma andava bene perché sapevi cosa aspettarti qui invece sembra che tutto voglia farsi prendere sul serio, l'autrice cerca di ficcare a forza più real drama per farci vedere la storia come verosimile quando NON lo è! Questo approccio porta alla completa rovina la storia perché manca la spensieratezza della fan fiction, quel momento trash e no sense che ti fa sorridere e ricordare che stai leggendo una storiella, leggi invece questi momenti finto drammatici e pensi "Ma come? L'autrice è seria? Davvero?" e tutto il divertimento o intrattenimento viene meno. Lo spingere una storia fan fiction style in una più reale e drammatica rovina tutto perché o fin da subito ti tenevi sul realistico inserendo momenti più reali e drammatici e meno da romance e quindi davi continuità alla narrazione o perdi tutto perché chi come me era abituato allo stile fan fiction ci rimane male e chi voleva il realismo beh, dopo il primo romanzo di certo non ha buttato i soldi per il secondo... a meno che non abbia usato Unlimited.

Altra nota dolente sono gli errori, come il primo romanzo ahimè contiene molti errori che NON sono giustificati, ho voluto passare sopra a quelli presenti nel primo volume scusando l'innocenza dell'autrice alla sua prima opera ma in questo secondo romanzo NO, gli errori continuano e sono errori SEMPLICI, che potevano essere corretti con una rilettura, posso capire che l'autrice non abbia una editor, che abbia problemi di vista e bla bla bla e ci sta ma avrà pur un'amica o amico disposto a leggere la sua opera GRATIS no? Cioè io volendo sono disposta per il bene dell'umanità a leggere una storia di 200 pagine. Quanto ci metti a fare leggere un libro a una persona di fiducia? Mezza giornata? Di certo qualcuno che ti fa un favore lo trovi no? Una persona che ha amato il libro e lo ha recensito su Amazon lo trovi no? Cioè... Battutine sarcastiche a parte tu non puoi vendere un romanzo a 3 euro e poi dire "Mi dispiace per gli errori" è una mancanza di rispetto per i lettori che ti vogliono sostenere! Sarebbe come andare al bare e trovarti nel caffè una mosca e sentirti dire "Eh vabbè mi dispiace... però hai comunque un caffè che puoi bere, non farne un dramma" non è corretto e non è giusto. Insomma... questo libro per me è un grande NO. Tanto che non mi sento neanche di consigliarlo con Unlimited, per quanto mi riguarda la trilogia si conclude qui, leggerò per completezza anche il terzo volume e quello di novelle e li recensirò (forse) ma dopo questo capitolo le speranze di trovare del buono vanno a farsi benedire e mi dispiace davvero moltissimo in quanto l'idea principale, della favola Lgbt poteva nella banalità essere carina e MAGARI ridotta a una semplice duologia che condensava un po' gli avvenimenti con molti cliché in meno avrebbe acquistato più senso

 

P.S. Oh...dimenticavo... altro "problema" la copertina... un po' troppo ispirata a You and me again di Leah Weston? Uscito un anno prima ed edito dalla Triskell? XD

 

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review 2017-08-08 23:39
Innamorato Di Un Principe (La Trilogia del Principe Vol. 1) - Fabiola Silvestro,Littlefrancy,Desi Web

Essendo uscito l'ultimo volume della trilogia ho voluto approfittarne per rileggere il primo, non ricordando praticamente nulla della storia e non avendo voglia di iniziare a leggere il secondo romanzo alla cieca senza ricordarmi neanche il nome dei protagonisti.
Dopo aver quindi riletto questo primo capitolo posso dire che...me lo ricordavo MOLTO peggio. Ho letto la prima volta questo libro nel 2016 quando già era uscito il secondo volume ed era stata "annunciata" la raccolta con le 3 novelle natalizie ed era previsto per l'allora lontanissimo 2017 il sequel che avrebbe chiuso la "struggente" love story del principe e del giornalista eppure non avevo deciso di continuare la lettura (e mettermi così in pari in attesa del terzo romanzo) perché semplicemente avevo trovato tutto noiosissimo al punto da terminare la lettura a fatica, dopo averla trascinata per giorni, inserendo 2 e mezza di pura pietà. Avevo insomma un pessimo ricordo e l'idea di rileggerlo già mi faceva sudare sette camicie eppure dopo averlo fatto posso dire che non capisco la Giada del passato in quanto questo libro (e presumibilmente l'intera trilogia) non è altri che una semplice fan fiction in versione ebook.... PUNTO. Nulla di più. Semplicemente una fan fiction nata inizialmente sul ormai onnipresente Wattpad e auto-pubblicata per fare due spiccioli visto il successo ottenuto online.
Merita odio? Sinceramente... no. Non è diversa dalle fan fiction che leggo ogni giorno su AO3 e su cui fangirleggio senza pudore. Probabilmente il mio odio è dovuto all'idea malsana di acquistare una fan fiction quando questa dovrebbe essere gratis e data in omaggio con le patatine al MC.
Miei pregiudizi a parte troviamo una storia semplicissima e banalissima, il classico ragazzo acqua e sapone, sfigatello, verginello, con un lavoro umile (purtroppo non ci spingiamo a livelli trash di cameriere/schiavo o fruttivendolo il che è un peccato perché avrebbe permesso un alto livello di trash e gioia) che si innamora di un principe, presto futuro Re di uno stato immaginario chiamato Luanda collocato.... su Marte (?) boh mi pare venga detto più o meno dove si trova ma ehi...l'ho rimosso... e il romanzo l'ho appena riletto oggi! Yeah! Questo dovrebbe far capire l'importanza della politica in questa storia ovvero ZERO in quanto potrebbe essere il principe di Topolinia e andrebbe bene lo stesso.
Il nostro amico Jay, con cui empatizziamo essendo noi lettori sfigati e poveri quanto lui, dovrà ovviamente vedersela con i casini e problemi che spuntano inevitabilmente essendosi innamorato di Henry, un futuro re e non di un cassiere della Lidl con uno stipendio da fame con cui però avere la possibilità di uscire romanticamente per le strade e limonare in pubblico. Essendo Henry giusto un poco famoso i due si ritrovano a dover vivere la storia in modo struggente e disperato e sicuramente nel corso degli altri due volumi assisteremo ai classici casini, intrighi internazionali/politici, tradimenti e immancabile happy ending all'ultimo con i due dork in love che vissero per sempre felici e contenti.
L'unica nota di originalità è probabilmente l'idea di creare una favola M/M trasformando la principessa in un principe e potendo così sfruttare la cosa per guadagnare qualche lettore in più in quanto sfido chiunque ad aver voglia di spendere i soldi per leggere l'ennesima storia self del barbone che si innamora della principessa ricca da far schifo, agli occhi del mondo una super bitch eppure nella vita privata una santa con un cuore di panna e dolcetta da far venire il diabete.
La storia di questo primo volume fila abbastanza liscia, i due prima non si sopportano, poi il principe diventa il cagnolino del giornalista innamorandosi senza apparente motivo, super love e fluff con tanto di Parigi a fare da contorno alle scene smielate, ti amo ti amo e cliffhanger finale con tanto di angst tragicomico.
Lo stile di scrittura è banalissimo (quanto il mio) e perfettamente in linea con qualunque fan fiction di Efp/Wattpad/Ao3 e non brilla di originalità o picchi creativi. I protagonisti non sono minimamente caratterizzati e potrebbero essere sostituiti con dei sassi e il lettore non se ne accorgerebbe, si salva un pochetto Henry che all'inizio con il suo carattere da stronzetto mi aveva fatto sperare in qualcosa in più ma diventa un gattino coccoloso nel giro di 3 pagine e quel poco di speranze di vedere un personaggio stronzo ma cazzuto vanno a farsi benedire. Il romanzo trasuda fluff & angst con momenti dolcetti della coppietta in love che si ama e vuole bene e momenti finto drammatici tra cui litigi imbarazzanti e un finale con tanto di morto completamente a caso e no sense e addio struggente alla Christian Grey e Anastasia Steel che doveva far piangere il lettore ma non ha intenerito il mio cuore di legno e mi sono ritrovata a ridere come una scema... perchè

l'amante che se ne fugge dalla stanza con il compagno addormentato sul letto, professando amore eterno con un "Addio amore mio" è un clichè così abusato nella letteratura (e non solo) che nel 2016/17 fa solo ridere e fare triplo facepalm.

(spoiler show)


Oltre questo non c'è nulla.
Lo consiglio? Sinceramente.... NO!
Ci sono fan fiction o storie su Wattpad più simpatiche e soprattutto GRATIS, spendere la bellezza di 2,99 euro (a volume!!!) mi sembra uno spreco di soldi visto il rapporto qualità prezzo. Possiamo dire che è il classico libro che si può recuperare GRATIS con Kindle Unlimited e leggere senza problemi senza rischiare di diventare idioti e può risultare anche piacevole e simpatico ma nulla più
Come fan fiction di Wattpad aveva il suo perché ma a pagamento.... ma anche no. Se avete insomma la possibilità di leggerlo gratis va bene in quanto una lettura (a patto di continuare anche con il secondo e terzo libro essendo ahimè volumi per nulla stand alone) non ha mai ucciso nessuno in caso contrario ve lo sconsiglio perché ci sono modi più intelligenti di spendere i soldi essendoci storie M/M e fiabesche più originali ed interessanti e che almeno a fine lettura ti lasciano qualcosa, anche solo il ricordo del nome dei due tizi protagonisti.

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